Emergenza Covid-19

Braccia rubate all’agricoltura dalla quarantena? Il Veneto arruola disoccupati

Ma anche cassaintegrati e chi percepisce i reddito di cittadinanza. E' un progetto pilota

09 Aprile 2020 ore 10:40

E’ Veneto il progetto pensato per impiegare i disoccupati nei campi in via provvisoria e sperimentale con l’obiettivo di consentire alle aziende del primario di utilizzare i servizi di incontro della domanda/offerta dei Centri per l’Impiego, andando incontro alle disponibilità dei lavoratori in cerca di occupazione. Un punto di incontro con le esigenze delle imprese che sono a corto di manodopera stagionale per la raccolta di fragole ed asparagi e per le lavorazioni di Primavera.

Il Veneto pronto ad arruolare i disoccupati

Un’idea che arriva direttamente dall’assessore regionale all’agricoltura, Giuseppe Pan, ha incontrato il direttore di Veneto Lavoro, Tiziano Barone, e le associazioni del mondo agricolo del Tavolo verde regionale, per valutare fattibilità e procedure. A tal proposito infatti Pan ha affermato:

“Nei miei incontri con il Tavolo verde e con i rappresentanti delle categorie agricole e con molti imprenditori delle 62mila imprese del nostro Veneto è emerso un grande allarme in questo momento in cui si sta aprendo la Primavera, si stanno raccogliendo gli asparagi, ci sono le serre piene di fragole ma manca la manodopera e la manovalanza che spesso e volentieri veniva dai paesi come Romania e Polonia ma adesso ci sono i confini chiusi. Abbiamo pensato con Veneto Lavoro ai 39 centri per l’impiego , assieme alla collega Donazzan, di creare una lista di persone tra i 140mila disoccupati del veneto e i 12500 che recepiscono il reddito di cittadinanza per riuscire a portare persone a fare le raccolte nelle serre e nei campi. Grazie a questo progetto forse daremo delle risposte alle nostre imprese visto che il Governo ha bocciato quello che noi, come Veneto, abbiamo chiesto per primi: i cosiddetti vouchers semplificati che potevano pagare i pensionati, gli studenti, i lavoratori disoccupati con un metodo diretto e semplice, che purtroppo non ci viene dato. Noi chiediamo con grande forza al Governo i vouchers ma allo stesso tempo, come Regione stiamo cercando di dare delle risposte alle imprese e ai nostri lavoratori”.

Numerose filiere a rischio

E’ risaputo che l’agricoltura ha ridotto la sua produzione, d’altro canto i dati Istat parlano chiaro quando indicano che nel 2019 la produzione dell’agricoltura si è ridotta dell’1,3% in volume. Il valore aggiunto lordo ai prezzi di base è sceso del 2,7% in volume e le unità di lavoro sono diminuite dello 0,1%. Vistoso è stato il calo per il vino (-12,0%) mentre un buon recupero si è avuto per l’olio di oliva (+32,0%). Diminuzioni rilevanti anche per frutta (-3%) e cereali (-2,6%) mentre è proseguito il trend positivo delle attività secondarie (+1,3%) e delle attività dei servizi (+0,4%). A casua della mancanza d manovalanza ora le filiere a rischio sono inevitabilmente le fragole, l’asparago bianco ma anche porti, kiwi, mele e pere.

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