Brexit, incertezza e burocrazia preoccupano le aziende veronesi

La Camera di Commercio di Verona e l'Agenzia delle Dogane di Verona hanno organizzato un evento informativo dal titolo “Info Brexit – Exportday 2019”.

Brexit, incertezza e burocrazia preoccupano le aziende veronesi
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La prima conseguenza della Brexit, quando sarà formalmente operativa con l'uscita del Regno Unito (UK) dall'Unione Europea (UE), è che il Regno Unito non apparterrà più al territorio doganale e fiscale dell'Unione. La data dell'uscita è ad oggi ancora confermata al 29 marzo 2019 e - a meno di un accordo che disciplini diverse misure specifiche - per la spedizione di merci da e verso la Gran Bretagna saranno riattivati, a partire dal 30 marzo 2019, i regimi doganali in vigore con i Paesi terzi. Il che significa maggior burocrazia, tempi più lunghi e incertezza sulle norme che eventualmente il Regno Unito adotterà in termini di dazi e accise. In vista di questa scadenza la Camera di Commercio di Verona e l'Agenzia delle Dogane di Verona hanno organizzato un evento informativo dal titolo “Info Brexit – Exportday 2019”, sulle ricadute della Brexit molto affollato da operatori ed imprese.

"A Verona sono 880 le imprese che esportano in Gran Bretagna per un valore di oltre 700 milioni di euro"

“L’uscita dalla Comunità senza accordo, la più pessimistica delle ipotesi, soprannominata “hard Brexit”, – spiega il Segretario Generale, Cesare Veneri - e le relative conseguenze sul traffico delle merci è già oggetto di iniziative di informazione della Commissione Europea e della Presidenza del Consiglio dei Ministri per agevolare la transizione della imprese esportatrici al post Brexit soprattutto per l’impatto sui temi doganali. Sono oltre 110mila le imprese italiane che operano con il Regno Unito e 15 milioni i passeggeri annui che superano i confini tra Italia e Regno unito e viceversa. A Verona sono 880 le imprese che esportano in Gran Bretagna per un valore di oltre 700 milioni di euro. Confidiamo che Regno Unito e Ue raggiungano un accordo ma in caso di “hard Brexit”, tali imprese saranno invece tenute ad adeguarsi ad un nuovo regime doganale, quello dei paesi terzi, per poter proseguire il rapporto commerciale con il Regno Unito”. Di qui la discesa in campo della Camera di Commercio che affiancherà l’Agenzia delle Dogane nell’iniziativa di formazione delle imprese esportatrici.

I prodotti esportati in Regno Unito dalle imprese veronesi potrebbe essere soggetti a dazi

Il Dirigente dell’Ufficio delle Dogane di Verona Francesco Bozzanca precisa che “sia nel caso di una hard brexit (nessun accordo e conseguente riscossione di dazio e IVA) che nel caso di una soft brexit (accordo UE-Regno Unito e riscossione solo dell’IVA), il Regno Unito diventerà un Paese terzo e quindi tutte le operazioni economiche saranno soggette a dichiarazione doganale di importazione o di esportazione.“. Per citare qualche esempio, i prodotti esportati in Regno Unito dalle imprese veronesi potrebbe essere soggetti a dazi o accise con evidenti ricadute sulle strategie commerciali e sulla competitività delle produzioni scaligere. Oppure chi fa shopping da Harrods dovrà pagare tasse e iva oltre i 430 euro di acquisti, che è la franchigia stabilita per gli acquisti nei paesi terzi. Pessime notizie per i tabagisti: per quanto il Regno Unito possa diventare tax free, si potrà acquistare solo una stecca di sigarette non più quattro. L’eventuale violazione della norma comporta una sanzione di 5mila euro.

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