Verona

De Berti: “Linee guida sui trasporti non condivise con le Regioni, calo del 95% dei passeggeri”

Atv nel mese di marzo ha registrato una mancata entrata tra meno ricavi della tariffa e maggiori costi, di 2milioni di euro.

De Berti: “Linee guida sui trasporti non condivise con le Regioni, calo del 95% dei passeggeri”
Verona Città, 27 Aprile 2020 ore 18:26

L’assessore regionale con delega ai Trasporti, Elisa De Berti, ha esposto le criticità del trasporto pubblico locale.

Trasporto pubblico locale, molte criticità

L’assessore regionale Elisa De Berti ha posto alcune criticità circa il Tpl, trasporto pubblico locale, in riferimento all’assenza all’interno del nuovo Dpcm che sarà in vigore dal 4 maggio 2020, di midure di supporto. L’assessore ha espresso il suo rammarico affermando:

Non ci sono novità in merito al trasporto pubblico locale, nell’allegato 9 del Dpcm che è stato firmato stanotte, ci sono le linee guida del Ministero per l’organizzazione del servizio. Con un po’ di rammarico le linee guida non sono state condivise con le Regioni per il fatto che noi avevamo come scadenza stamattina, lunedì 27 aprile 2020 alle 9 per fare le osservazioni. Ci sarebbe stato un confronto con il ministro, purtroppo abbiamo avuto la sorpresa che il Dpcm è stato firmato e linee guida allegate. Giovedì scorso con l’incontro con il ministro dopo 50 giorni dall’emergenza c’era stato una sorta di confronto a voce dove avevamo sottoposto le perplessità sulle posizioni del ministro di non rendere obbligatoria la mascherina e i guanti. Tutte le Regioni sono insorte dicendo che è necessario che vengano usati maschera e guanti, soprattutto le osservazioni sono partite dal Veneto”.

Calo dei passeggeri del 95%

L’assessore ha inoltre aggiunto:

Ci troviamo in condizioni di emergenza sanitaria da gestire nei mezzi pubblici ed emergenza economica con il calo dei passeggeri del 95%, solo il 5% degli utenti che c’erano nel periodo ante-Covid usano il mezzo pubblico locale tra ferro e gomma. Serve un aiuto economico, nell’incontro con il ministro c’è stato garantito al di là del Cura Italia, l’erogazione del fondo nazionale per i trasporti, un fondo ad hoc per l’equilibrio dei piani delle aziende e il rimborso degli abbonamenti. Con il fondo nazionale dei trasporti verranno stanziati 58milioni di euro, contributi per l’acquisto di bici con pedalata assistita, l’acquisto di monopattini. Gli 800milioni non sono sufficienti, dalle stime di previsione sull’affluenza, si stima un buco sul tpl di un mancato incasso su tutto il Veneto dai 150 ai 200milioni di euro, per Atv nel mese di marzo ha registrato una mancata entrata tra meno ricavi della tariffa e maggiori costi, di 2milioni di euro. Se moltiplicate questo buco per tutto un anno e capite le conseguenze”.

Servono maggiori indicazioni

E’ necessario dare delle indicazioni per riuscire a dare una certezza per l’erogazione del servizio e, De Berti ha spiegato:

Non abbiamo avuto risposta a livello nazionale, speriamo di averla da qua ai prossimi giorni, c’è la necessità di avere delle certezze sulla distanza di sicurezza e sull’erogazione del servizio. Serve che l’istituto superiore della sanità dia delle indicazioni chiare sui sistemi di sanificazione dell’aria nei mezzi pubblici, dobbiamo fare di tutto per evitare l’uso del mezzo privato, dobbiamo evitare l’intasamento della viabilità. Se si incrementa l’utilizzo delle proprie vetture, è inevitabile l’aumento dell’inqunamento e l’aumento dell’incidentalità, non ce lo possiamo permettere. Speriamo che il ministro tenga aperta la discussione per dare delle indicazioni, dal punto di vista economico abbiamo il bisogno di capire in quali tempi le aziende riapriranno, la flessibilità e gli orario punta, contando che la mattina è la fascia più critica, dobbiamo capire come verrà spalmata. Una nota dolente è che spero che sciolgano il nodo di come hanno intenzione di organizzare la apertura delle scuole a settembre, mentre l’adulto va lavorare l’alternativa è usare il mezzo pubblico per andare a scuola. Per i treni ci sarà una capienza del 50%, sugli autobus extraurbano parliamo di una persona ogni 4 posti, parliamo di 14 persone su autobus”.

Il piano in fase di elaborazione

Sul fronte sicurezza, salvo diverse indicazioni dal Governo, sui mezzi pubblici resta in vigore il rigido protocollo applicato da Atv dall’inizio dell’emergenza, che prevede l’uso obbligatorio dei dispositivi di protezione personale da parte di ogni passeggero e un processo di sanificazione e pulizia giornaliero di tutti gli autobus. Ad illustrare il piano in fase di elaborazione l’assessore alla Mobilità e Trasporti Luca Zanotto:

“Decongestionare le ore di punta, è questo il presupposto da cui partiamo. Dobbiamo abbassare le due curve di maggior traffico, che si si riscontrano al mattino con l’ingresso in città di lavoratori e studenti e alla sera quando tornano a casa. Bisogna cioè spalmare il traffico veicolare in modo tale da ridurre gli impatti sulla mobilità. Lo facciamo con regole che vanno in controtendenza rispetto agli strumenti di valutazione pre Covid, e che si basano su numeri completamente diversi, a cominciare dalla capienza dei mezzi. Se il trasporto pubblico potrà trasportare il 30 per cento dei passeggeri che trasportava prima, è evidente che tutte le linee in ambito urbano andranno riviste soprattutto in termini di frequenza, per garantire il servizio a tutti gli utenti. Con la Regione e Atv stiamo individuando alcune formule da attuare già nella prima fase di ripartenza. Penso alla possibilità di aggiustare i percorsi degli autobus o la loro frequenza, individuando quelle fermate che sono più importanti rispetto alle altre, razionalizzando il sistema nel suo complesso. Ci prepariamo anche alla riapertura degli istituti scolastici. Nei prossimi giorni affronteremo il piano con il provveditore e il rettore, per pianificare al meglio il trasporto pubblico rispetto all’affluenza degli studenti e in particolare quelli delle scuole superiori. Lo faremo con i mobility manager aziendali e scolastici per studiare le migliori soluzioni in tal senso, valutando tutte le ipotesi per razionalizzare il servizio. Il piano per la mobilità di emergenza tiene conto di tutte le tipologie di veicolo, comprese le biciclette e i monopattini, favorendo percorsi alternativi e in sicurezza per chi sceglie di non spostarsi in auto o con i mezzi pubblici. Sono perciò previste una serie di azioni da mettere in campo già nei prossimi giorni, la cui efficacia verrà verificata giorno dopo giorno, per creare i presupposti di un miglioramento della mobilità per i nostri cittadini”.

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