Nogara

Professionisti della bellezza: “Siamo incazzati neri, la nostra categoria ha bisogno di lavorare”

Il desiderio di poter riaprire per lavorare e pagare le numerose spese che non sono state sospese

Professionisti della bellezza: “Siamo incazzati neri, la nostra categoria ha bisogno di lavorare”
Legnago e bassa, 29 Aprile 2020 ore 09:09

Parrucchieri ed estetisti si ritrovano ancora una volta ad attendere per poter riaprire la propria attività.

Il malcontento: “Siamo incazzati neri”

In questi giorni sono moltissime le categorie commerciali che si ritrovano a dover far fronte a numerose spese a fronte di guadagni pari allo zero. L’associazione Professionisti della bellezza contro l’abusivismo di Nogara ha deciso di far sentire la propria voce:

Desta sconcerto e rabbia , anzi siamo incazzati neri contro queste nuove disposizioni di legge emanate dal governo il 26 aprile, la nostra categoria ha bisogno di lavorare! Chiusura prolungata fino al 1 giugno forse più, vuol dire essere messi in ginocchio e non si riesce a capire questo accanicamento contro di noi. Certamente la salute e la sicurezza vengono prima di tutto, ma noi dobbiamo pur mangiare, no? Facciamo presente che dopo le strutture ospedaliere, seguono le nostre attività di estetiste e parrucchieri per quanto riguarda le norme igenico-sanitarie e siamo pronti ad  adottare tutte le precauzioni possibili per tornare a lavorare in sicurezza. L’uso di mascherine, guanti, kimono e camici speciali non sarà certo un problema per noi, così come non lo sarà l’uso di dispositivi igenizzanti specifici e primo fra tutti il rispetto delle distanze.  Siamo pronti ad impegnarci al cento per cento per assicurare la sicurezza nostra e dei nostri clienti ma fateci lavorare“.

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La lotta all’abusivismo

I membri dell’associazione battono i pugni sul tavolo e rimarcano:

Siamo arrivati al punto che tra noi colleghi ci controlliamo e ci facciamo la spia se qualcuno, pur di guadagnare, rischia e va a lavorare a domicilio incrementando l’abusivismo che di per se è sbagliatissimo, ma se ci tenete chiuse le nostre attività come può la nostra categoria andare avanti? Come possiamo affrontare le varie spese di una attivita come la nostra affitti, bollette stipendi personale ecc ecc e che spese che di certo non aspettano e sopratutto come facciamo a mantenere le nostre famiglie che dipendono in molti casi esclusivamente dal reditto
di queste attività? Vi sembra giusto questo? Conte ci fa chiudere e intanto lui si presenta bello pulito con taglio e colore impeccabile ma da chi è andato? Da un abusivo per forza visto che alle camere i barbieri non esistono più da tempo, che si vergogni. Hanno permesso dal 18 maggio gli allenamenti per le discipline sportive di squadra (sudando con tanto di contatti fisici), gli autobus che possono arrivare a trasportare 30 persone, chissà che igene si troverà all’interno, ma scherziamo? Chiediamo al Governo di riconsiderare queste disposizioni e chiediamo il sostegno delle regioni e die comuni al piu presto. Cercheremo di organizzare al più presto degli incontri con altre associazioni artigianali e di categoria, il 4 o l’11 maggio apriremo in contemporanea, tutti noi uniti parrucchieri ed estetiste come protesta, e poi cosa succederà? Ci multeranno? Ci faranno chiudere con la forza? Bene noi saremo pronti ad aspettarli e combattere, per tutti i colleghi e associazioni del settore che volessero mettersi in contatto con noi
scriveteci per info: associazionenoabusivismo@gmail.com”

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