Verona

Restauro dell’Arsenale: la Politecnica si aggiudica progettazione e direzione dei lavori

Sboarina: "L’Arsenale comincia a rinascere. Tra qualche mese sarà un grande cantiere".

Restauro dell’Arsenale: la Politecnica si aggiudica progettazione e direzione dei lavori
Verona Città, 03 Luglio 2020 ore 15:53

Il recupero complessivo dell’Arsenale diventerà realtà.

Aggiudicata la gara

La Politecnica Ingegneria e Architettura di Modena, una delle maggiori società italiane di progettazione integrata, si è aggiudicata la gara europea per la progettazione definitiva ed esecutiva del compendio. Chiusa, in questi giorni, anche l’indagine per la bonifica ambientale di tutta l’area, intervento atteso da tanti anni. Lo studio, effettuato su 40 trincee, ha permesso di verificare tutti i possibili contaminanti di acqua e suolo. A svelare gli esiti di bando e indagini, oggi, venerdì 3 luglio 2020, nella corte ovest dell’Arsenale, il sindaco Federico Sboarina, insieme agli assessori alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala e ai Lavori pubblici Luca Zanotto. Era presente l’ingegnere Micaela Goldoni di Politecnica. La società si è già aggiudicata anche la progettazione del rifacimento delle coperture. E ha effettuato, proprio per questo primo intervento, studi e rilievi propedeutici alla sistemazione dei tetti, che ora potranno essere messi a frutto anche per il restauro dell’intero compendio.

Opera da 52 milioni di euro

Il restauro dell’Arsenale, opera da 52 milioni di euro, come previsto dal bando indetto dal Comune, sarà suddiviso in 7 lotti, ma i lavori saranno diretti da un unico soggetto, per garantire continuità ai cantieri e velocizzare l’intervento. La Politecnica quindi si occuperà della progettazione definitiva ed esecutiva così come della direzione lavori. La società di Modena è capogruppo di un raggruppamento, del quale fanno parte F&M Ingegneria di Venezia, Studio De Vita & Schulze Architetti di Firenze, Coprat di Mantova, SAMA Scavi Archeologici di Napoli e la restauratrice Monica Endrizzi.

Progettazione

Il primo lotto dei lavori prevede la demolizione degli edifici non originali, la bonifica ambientale e il rifacimento delle reti tecnologiche. Si proseguirà con il recupero della Corte Ovest in cui traslocherà l’Accademia di Belle Arti. Lotto 3 per il recupero della Corte Centrale in cui si concentreranno i servizi e le funzioni destinate ai giovani, all’innovazione e alla tecnologia, all’arte e alla creatività, alla sostenibilità e all’ambiente. E poi ancora, lotto 4 per la riqualificazione della Corte est, che ospiterà il mercato urbano. La palazzina antistante diventerà uno spazio per eventi. Lotto 5 per la creazione del grande parco urbano dell’Arsenale e il recupero dei muri perimetrali. Nel lotto 6 le due palazzine parallele che affiancano la Corte centrale saranno sistemate e dedicate agli eventi, compresi quelli artistici degli studenti dell’Accademia. Infine, lotto 7 per destinare la Palazzina di Comando ad attività culturali e museali, collegata direttamente con il Museo di Castelvecchio.

Proposte di bonifica

L’indagine, ha permesso in un anno e mezzo di verificare le possibili componenti contaminanti dell’acqua e del suolo e di redigere alcune proposte di bonifica. Dallo studio effettuato è emerso che, comunque, per parlare di rischio sanitario servirebbe un’esposizione pari a 8 ore al giorno, 250 giorni all’anno, per 6 anni per i bambini e per 24 anni per gli adulti. Per la bonifica l’ipotesi è di inserire una geogrigilia tra il piano di calpestio e il terreno di riporto, praticamente prima dell’ultimo strato di terra. Una barriera fisica che permetterebbe di eliminare il rischio di contatto con materiale militare presente nel sottosuolo. Una garanzia per i fruitori del parco, bambini compresi, ma anche per giardinieri e manutentori. Un intervento fattibile su tutta l’area, che non richiede manutenzione, non danneggia gli alberi, non impedisce la crescita di manti erbosi e arbusti e che ha un costo contenuto. La bonifica, infatti, si aggirerebbe sui 400 mila euro.

Tempistiche

Già in fase di ristrutturazione le coperture della palazzina di Comando. In ottobre partiranno i cantieri per il rifacimento di tutti gli altri tetti. A gennaio 2021 prenderà il via la demolizione delle tre palazzine della corte ovest, ossia quelle all’ingresso, non vincolate in quanto costruzioni non originali. Nel frattempo, sempre a gennaio, sarà pronta anche la progettazione definitiva dell’intero complesso e, al più tardi a marzo, inizierà la bonifica ambientale di tutta l’area.

L’Arsenale tornerà a vivere

Il sindaco ha affermato:

“L’Arsenale comincia a rinascere. Tra qualche mese sarà un grande cantiere. Dalle coperture al suolo, e poi una palazzina alla volta, lo vedremo rifiorire in tutta la sua bellezza. In tre anni abbiamo fermato il progetto del centro commerciale che non piaceva a nessuno, fatto indagini e studi approfonditi, indetto e concluso la gara europea e fatto partire i cantieri. Quello che nessuno era mai riuscito a fare. L’Arsenale, lasciato nell’incuria per troppo tempo, finalmente tornerà a vivere, rimanendo in mano pubblica e quindi di proprietà dei cittadini veronesi. C’è un grande interesse attorno a quest’area. L’emergenza che abbiamo vissuto, al contrario di quanto di poteva credere, non ha disincentivato gli investitori. Anzi, sono numerose le realtà che si fanno avanti proponendo contenuti per animare il compendio una volta ultimata la riqualificazione. Felice che la commissione abbia scelto la Politecnica che già conosce il nostro compendio e, ora, potrà procedere celermente”.

Riqualificazione del compendio

Segala ha aggiunto:

“Abbiamo già iniziato a spostare alcuni depositi che erano presenti nelle palazzine 14-15-16, all’interno di Santa Caterina e nella palazzina di Comando. Nei prossimi mesi completeremo gli spostamenti per poter arrivare alle demolizioni. Un’operazione fondamentale per procedere con la riqualificazione del compendio. È incredibile che chi aveva pensato di consegnare l’Arsenale ai privati con un project, non avesse minimamente pensato a dove collocare tutti gli archivi e i depositi presenti. Noi, invece, contemporaneamente alla progettazione stiamo portando avanti tutti quei passaggi che, dal di fuori non si vedono, ma sono necessari e propedeutici ai cantieri veri e propri. Così come le indagini fatte, sia ambientali che sismiche. Ora valuteremo il progetto migliore per la bonifica, alla luce di quanto emerso anche sul rischio sanitario, che è bassissimo. I nostri bambini non corrono quindi nessun pericolo, a differenza di quanto qualcuno vorrebbe far credere, dando adito a falsi allarmismi”.

Si inizierà dall’alto

Zanotto ha concluso:

“Abbiamo lavorato senza sosta per arrivare a chiudere la gara europea e rispettare tutte le tempistiche del cronoprogramma. Partiamo con i tetti, i danni maggiori su tutto il compendio sono riscontrabili là dove mancano le coperture o ci sono state grosse infiltrazioni. Una conferma dell’importanza di iniziare proprio dall’alto. E poi procederemo con la demolizione della palazzine non originali rispetto al complesso dell’Arsenale. Nel frattempo procederemo con la progettazione definitiva della riqualificazione suddivisa in 7 lotti, ma con un unico progettista e direttore lavori. Una garanzia per un recupero di natura conservativa e per non perdere tempo”.

La presidente della commissione Arsenale Paola Bressan ha concluso:

“Quanto prima riprenderanno anche i lavori della commissione Arsenale, che svilupperà nel dettaglio i contenuti e le realtà che troveranno spazio all’interno del compendio. Destinazioni che verranno sviluppate nel dettaglio per arrivare alla progettazione definitiva. Un impegno costante iniziato due anni e mezzo fa, quando abbiamo convocato 20 sedute per ascoltare la cittadinanza e le categorie, esaminare le oltre 60 proposte arrivate al Comune e successivamente elaborate dal Politecnico di Milano Polo Territoriale di Mantova nelle linee di indirizzo sulla ristrutturazione del compendio e sulle sue future funzioni”.

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