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Decreto Cura Italia, la banda ultralarga per affrontare il lockdown

La domanda di traffico internet è cresciuta a dismisura, perciò l’articolo 82 richiede l’intervento degli operatori, in particolare per aumentare la disponibilità di banda

Decreto Cura Italia, la banda ultralarga per affrontare il lockdown
Idee & Consigli 26 Marzo 2020 ore 12:37

Il Decreto Cura Italia, approvato dal Governo lo scorso 16 marzo, contiene alcune risposte all’emergenza sanitaria, economica e sociale, causata dalla pandemia di Coronavirus. Si parla di aiuti al sistema sanitario, di sostegno all’occupazione e ai lavoratori, di supporto al credito per famiglie ed imprese, oltre che della sospensione degli obblighi di versamento. In queste misure rientra anche un monito. Il Decreto Cura Italia invita gli operatori delle telecomunicazioni a favorire il potenziamento delle reti a banda larga e ultralarga disponibili, sia per le attività lavorative che per i privati.

Decreto Cura Italia: investire nelle infrastrutture di rete

Il lockdown in cui siamo piombati ha fatto schizzare alle stelle la domanda di traffico internet. È un dato di fatto, sotto gli occhi di tutti. Da una parte c’è l’esigenza di lavorare da casa, dall’altra ci sono le lezioni in modalità e-learning per alunni e studenti. In mezzo troviamo la fruizione sempre maggiore di contenuti online e la moltiplicazione delle videochiamate per mantenere un barlume di socialità. I risultati sono stati rallentamenti, reti congestionate e banda satura, in particolare nei territori a maggior concentrazione abitativa. Ed è qui che entra in gioco il Decreto Cura Italia. Nell’articolo 82 sono indicati una serie di punti su cui gli operatori sono chiamati ad intervenire per ovviare a questi problemi.

Parliamo di rete fissa…

L’obiettivo è avere reti più efficienti e maggior banda a disposizione per i clienti di rete fissa, considerando prioritarie le esigenze di chi opera in campi strategici. L’accesso a reti in fibra ottica deve quindi essere allargato il più possibile. Se condomini, imprese ed enti non possono essere raggiunti da un sistema di connettività in fibra ottica, il Decreto Cura Italia invita ad incentivare l’utilizzo di reti a banda larga o ultralarga basate su un segnale radio. I cardini devono essere affidabilità e alta velocità per tutti, accelerando e semplificando le operazioni di apertura di nuovi cantieri. Specialmente nelle zone più interessate dal digital divide e senza ulteriori costi per famiglie e imprese. Nel decreto trovano anche spazio le reti già esistenti: dovranno essere potenziate, allo scopo di evitare malfunzionamenti o interruzioni nei servizi.

… e poi di connettività mobile

L’articolo 82 arriva anche alla connettività mobile e alla sua efficienza. Si rivolge agli operatori per rendere più semplice il sistema di ricarica delle schede SIM, mentre invita gli utenti (se possono farlo) ad utilizzare la rete fissa per evitare sovraccarichi. Si parla poi della possibilità di condividere la propria connessione mobile in modalità Wi-Fi con altre persone, per sfruttare a pieno il pacchetto dati disponibile. Qualcosa si sta muovendo: per esempio Vodafone sta lavorando anche con AGCOM per andare nella direzione indicata dal Decreto Cura Italia. L’autorità garante nelle comunicazioni ha aperto tavoli di confronto permanenti coi diversi operatori telefonici. Sul piatto ci sono la gestione dei picchi di traffico, la definizione degli interventi per il potenziamento della banda e gli investimenti utili a migliorare la capacità di rete e la qualità dei servizi offerti.

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