Verona e Villafranca

Bigon (PD): “Provincia Verona senza terapia intensiva neonatale: riattivate il servizio”

Si chiedono delle risposte concrete da parte della Regione.

Bigon (PD): “Provincia Verona senza terapia intensiva neonatale: riattivate il servizio”
Politica Verona Città, 15 Gennaio 2021 ore 12:52

Per poter garantire il servizio e i posti letto per le terapie intensive per affrontare la pandemia, sono stati sospesi diversi servizi in provincia di Verona. Sulla questione Anna Maria Bigon, consigliere regionale del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Sanità pone domande ed esorta a provvedere nel riattivare il servizio di terapia intensiva neonatale.

Servizio importante

Chiede certezze sulle tempistiche dell’ospedale scaligero Anna Maria Bigon, consigliere regionale del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Sanità, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta. Bigon ha ribadito:

Da mesi la provincia di Verona è priva di un reparto di Terapia intensiva neonatale, costringendo le future mamme a rivolgersi a strutture padovane, vicentine o mantovane, visto il lungo stop a Borgo Trento, dove il Punto nascite ha riaperto ma solo per le gravidanze non a rischio. Non si tratta di un servizio di secondaria importanza, bensì fondamentale che la Regione ha il dovere di garantire; partorire in sicurezza è un diritto per tutte le donne del Veneto”.

Quali sono le tempistiche?

Bigon ha inoltre aggiunto:

“Quali interventi sono stati fatti e quali sono ancora necessari per garantire la riapertura della Terapia intensiva neonatale a Borgo Trento e quando è prevista? La sospensione delle attività risale allo scorso giugno, sette mesi sono troppi”.

Ad aggravare i problemi riguardanti la maternità si somma la nuova e prolungata chiusura del Punto nascite del Magalini di Villafranca, da novembre interamente convertito per la seconda volta a Covid Hospital. A tal proposito Bigon ha aggiunto:

“Era stato inaugurato dopo una lunga attesa e nei pochi mesi in cui è rimasto in funzione avvenivano oltre 100 parti al mese. Una grossa fetta di territorio è rimasta scoperta, andando invece ad aumentare la pressione sugli ospedali di San Bonifacio e Legnago, già in difficoltà a causa della pandemia. Il blocco di un servizio così importante non può continuare a tempo indeterminato, fin quando non ci saremo messi alle spalle il Covid-19. La Regione deve dare delle risposte: ha intenzione di riattivare a breve il Punto nascite attrezzandolo anche per la Terapia intensiva neonatale, considerata la situazione di Borgo Trento, oppure le future partorienti, incluse quelle a rischio, dovranno ancora vagare per mezzo Veneto in cerca di un ospedale?”.

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