Polemica

Caso Saviano a Verona, partita la petizione online. Facincani (Pd): “Rappresaglia da piccoli dittatori”

Raccolte in poche ore 1.700 firme tramite una petizione online lanciata dal Pd scaligero. Il segretario provinciale dem va giù duro.

Caso Saviano a Verona, partita la petizione online. Facincani (Pd): “Rappresaglia da piccoli dittatori”
Politica Verona Città, 27 Dicembre 2020 ore 10:44

Polemiche e reazioni dopo la decisione di revocare la cittadinanza onoraria allo scrittore.

Caso Saviano a Verona, partita la petizione online

Caso Saviano a Verona, in poche ore raccolta quasi 2mila firme contro la decisione dell’Amministrazione comunale di revocare la cittadinanza onorario al noto scrittore. Sono stati circa 1.700 i veronesi che, a ieri, sabato 26 dicembre 2020, hanno voluto sottoscrivere la petizione online a sostegno dello stesso Saviano.

Caso Saviano a Verona, partita la petizione online. Facincani (Pd): "Rappresaglia da piccoli dittatori"

Iniziativa promossa dal Pd scaligero

L’iniziativa, patrocinata dal Pd scaligero, ha avuto come promotore il capogruppo dem in Consiglio comunale, Federico Benini.

“Non si tratta di una sorta sondaggio su Saviano – precisa Benini – parliamo invece di migliaia di veronesi indignati, mortificati e arrabbiati per l’arroganza di una amministrazione che dopo 12 anni toglie la massima onorificenza cittadina perché il suo destinatario, Saviano, nel frattempo è entrato in aspra polemica con il leader nazionale della Lega”.

“Un ‘reato d’opinione’ che fa passare in secondo piano le motivazioni per cui la cittadinanza onoraria venne conferita. Leggiamo, infatti, da delibera del 2008, votata dallo stesso consigliere Zelger ora promotore della revoca, che Saviano è ‘l’uomo coraggioso che in forza soltanto della dignità e del suo amore per la giustizia è diventato simbolo della lotta all’attività camorristico-mafiosa ed esempio di forte impegno civile nel ricordo di migliaia di vittime e contro la piaga della criminalità organizzata’”.

“E’ dunque inaccettabile che la deferenza verso il leder politico di turno arrivi al punto da oscurare valori assoluti come la difesa della legalità e la lotta alle mafie” rimarca Benini.

Che conclude:

“Non è la prima volta che questa amministrazione cade su simili bassezze politiche e morali. Di qui i tanti commenti dei sottoscrittori che dicono di essere “stufi” di doversi vergognare della propria città. O meglio: della figura meschina che questa maggioranza oscurantista e retrograda fa fare alla città, perché Verona è molto meglio di come questa maggioranza la rappresenta”.

L’intervento del segretario provinciale Facincani

Sulla vicenda è intervenuto anche Maurizio Facincani, Segretario provinciale Pd Verona, che ha etichettato come “rappresaglia da piccoli dittatori” la decisione dell’Amministrazione comunale.

“Nel caso della revoca della cittadinanza onoraria allo scrittore Saviano emerge chiaramente la volontà di punire non solo il dissenso che lo scrittore esprime ed ha espresso nei confronti dell’operato dell’ex Ministero dell’Interno Salvini, ma soprattutto chi ha idee diverse da chi è al potere in quel momento. Non mi meraviglia che il consigliere Zelger, abituato a cambiare idea e casacca a seconda delle convenienze politiche del momento, abbia chiesto l’approvazione della sua proposta, motivata principalmente da adulazione e servilismo nei confronti del suo leader politico di turno. Mi indigna di più che abbia trovato consenso dalla maggioranza del consiglio comunale”.

E ancora:

“Mi stupisce inoltre che il Sindaco Sboarina o lo stesso presidente del Consiglio comunale Ciro Maschio, che nel 2008 furono tra quelli che votarono a favore della cittadinanza onoraria a Saviano, non comprendano che quello che hanno appoggiato sia nient’altro che un atto di rappresaglia politica contrario ai valori democratici sui quali hanno giurato e ai quali spesso si appellano per chiedere cittadinanza alle loro idee di destra. Sono atti da maggioranza irresponsabile o, peggio, da piccoli dittatori in erba. La revoca della cittadinanza a Saviano mi spinge a chiedere ai veronesi che hanno a cuore i valori della democrazia di intraprendere azioni civili risolute perché la decisione sia rivista, per dimostrare che Verona e i veronesi non sono vittime dell’indifferenza di fronte a fatti così gravi”.

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