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Concerto nazi-rock a Cerea nei padiglioni del Comune, scoppia la polemica

L'evento si è tenuto sabato scorso, 20 aprile, giorno della nascita di Adolf Hitler.

Concerto nazi-rock a Cerea nei padiglioni del Comune, scoppia la polemica
Politica Legnago e bassa, 23 Aprile 2019 ore 10:38

Sabato scorso, 20 aprile, si è tenuto un concerto di gruppi nazirock a Cerea. Un migliaio di persone, provenienti da varie parti d’Europa, hanno deciso di darsi appuntamento nel paese veronese che ha fatto da sfondo all’esibizione di band come i “Gesta Bellica” di Verona, i “Fortress”, gli “Sleipnir” e altri gruppi ancora. L’evento è stato organizzato dalla formazione di estrema destra “Veneto Fronte Skinheads”.

Evento nei padiglioni di proprietà del Comune

L’evento ha scatenato vibranti polemiche sia a livello locale che nazionale dovute al fatto che tale evento si è tenuto il 20 aprile, anniversario della nascita di Adolf Hitler, nei capannoni di proprietà del Comune di Cerea, a guida leghista. Critiche molto dure sono arrivate dall’opposizione comunale.

L’attacco della deputata Alessia Rotta

La deputata del Partito Democratico, Alessia Rotta ha scritto a proposito su Facebook: “Presenterò un’interrogazione parlamentare per chiedere come sia stato possibile che il Comune di Cerea abbia concesso un’area pubblica, quale quella della fiera di Cerea, per la festa di primavera ovvero la celebrazione del compleanno di Adolf Hitler nella notte di Pasqua, tra sabato e domenica, organizzato dal fronte Veneto Skinhead. Aggiungo, a margine: Leggo che il Veneto fronte skinhead ha intitolato la propria reunion- con sfondo musicale Gesta bellica – alla difesa dell’Europa, ammantando cioè il proprio sfregio pasquale di una causa politica. Sostengono di essere per un’Europa dei popoli. Qualcuno – a destra- di coloro che pure fa riferimento all’Europa dei popoli si rifà però, per quella strada, all’Europa cristiana. È curioso che oggi, anzi ieri, nello sfregio della Pasqua cristiana, nessuno- in casa Lega- ad esempio -si sia sentito in dovere di dire una mezza parola di protesta in proposito”.

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