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Covid, Zaia: “Nuovo Dpcm? Ecco cosa chiederemo al Governo” | +895 positivi | Dati 24 febbraio 2021

Si è discusso ancora di vaccini e il Governatore ha posto una questione: "Chi ha avuto il Covid deve necessariamente avere anche la seconda dose?".

Covid, Zaia: “Nuovo Dpcm? Ecco cosa chiederemo al Governo” | +895 positivi | Dati 24 febbraio 2021
Politica Verona Città, 24 Febbraio 2021 ore 13:27

Punto stampa da Marghera con ospiti il dottor Tonon e la dottoressa Palumbo. In attesa del confronto col Governo sul nuovo Dpcm.

Bollettino aggiornato

Nelle ultime 24 ore +895 positivi (con quasi 40mila tamponi effettuati, 2,24% di incidenza), 1.379 ricoverati, di cui 1.247 (-8) in area non critica e 132 in terapia intensiva (-7), morti +21, dimessi 50.

QUI IL REPORT AGGIORNATO ALLE 8 DI STAMATTINA

“Nelle prossime ore ci troveremo ad affrontare il nuovo Dpcm, ma si vede già un cambio di passo perché avremo un confronto col Governo senza last minute come prima – ha sottolineato Zaia – Noi chiediamo con forza che ci sia una voce sola, azzerando i dibattiti (specie in tv) tra scienziati perché non fanno che confondere i cittadini. Poi rispetto alle restrizioni chiediamo che siano validate dalla comunità scientifica nazionale e con intesa firmata assieme al ministro della Salute. Ogni azione di conseguenza deve avere i ristori per le attività colpite”.

Un altro aspetto riguarda la perequazione delle misure:

“Faccio l’esempio dei ristoranti e delle palestre, non si capisce perché se uno può stare aperto a mezzogiorno improvvisamente diventi un pericolo alla sera, serve logica”.

Capitolo vaccini

Sul tema vaccini, il Governatore ha ribadito:

“Servono, sono troppo pochi, resta l’amaro in bocca per le polemiche. Noi credo abbiamo il dovere di verificare fino in fondo se chi ci ha suonato il campanello sia affidabile o meno”

Poi una considerazione non banale, vista la penuria di “materia prima”:

“Vorremmo anche capire se è giusto quello che stiamo facendo ora e cioè se sia opportuno continuare a fare la doppia vaccinazione a chi ha già avuto il Covid. Perché c’è una corrente di pensiero che ci dice che in quei casi non serva, dato che il paziente avrebbe già avuto una risposta anticorpale. Ne risparmieremmo circa 328mila“.