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Reddito di maternità a Verona raccolta firme del Popolo della Famiglia

Nei prossimi giorni i moduli saranno resi disponibili in Comune.

Reddito di maternità a Verona raccolta firme del Popolo della Famiglia
Politica Verona Città, 19 Febbraio 2019 ore 12:07

Reddito di maternità a Verona raccolta firme del Popolo della Famiglia. Nei prossimi giorni i moduli saranno resi disponibili in Comune.

Reddito di maternità a Verona raccolta firme del Popolo della Famiglia

«Sabato 16 febbraio il Popolo della Famiglia di Verona riparte». Queste le parole pronunciate da Mirko De Carli, coordinatore Alta Italia del movimento nato nel 2016 dopo l’esperienza dei Family Day. De Carli, ha incontrato i militanti locali nel corso di una “gazebata” per rilanciare la presenza valoriale e cristiana nella politica veronese. «A Verona grande affluenza per la raccolta firme per il Reddito di Maternità ed Europee. Mettere al centro dell’azione locale del movimento la difesa della vita, dal concepimento alla morte naturale, e della famiglia, cioè di quella famiglia che è tale per natura, feconda e da sempre considerata la cellula vitale della società.» ha proseguito De Carli.

A breve i moduli in Comune

Nel corso dell’incontro sono state presentate le due raccolte firme del Popolo della Famiglia attive in tutt’Italia e che, nei prossimi giorni, verranno depositate in Comune per essere messe a disposizione dei Veronesi che vorranno firmarle. Illustrando il progetto di Legge di iniziativa popolare per l’istituzione dell’indennità di maternità – De Carli ha sottolineato che – destinare il “Reddito di Maternità” alle mamme italiane che si dedicheranno in via esclusiva alla cura dei figli, è una risposta concreta al problema della denatalità che colpisce anche Verona. Gli ultimi dati demografici pubblicati per la città scaligera, riportano una diminuzione di quasi 1000 veronesi (-940: saldo naturale tra nati e morti) in linea con l’andamento nazionale. La seconda raccolta firme, per la quale sono necessarie 150 mila adesioni in tutt’Italia, riguarda la presentazione della lista del Popolo della Famiglia alle prossime elezioni Europee di maggio 2019.

Il 30 marzo arriva Adinolfi

L’evento, cui hanno preso parte Maria Verita Boddi, Carla Condurso e Massimiliano Zannini in qualità di referenti PdF del Veneto, è stata l’occasione per incontrare il nuovo gruppo locale del PdF di Verona, che sarà impegnato nelle prossime settimane in gazebo ed eventi pubblici, tra cui quello al quale presenzieranno Mario Adinolfi, presidente nazionale del Popolo della Famiglia e Mirko De Carli coordinatore alta Italia del prossimo 30 marzo.

Reddito di maternità, il disegno di legge

Articolo 1. Si istituisce l’indennità di maternità per madri lavoratrici nell’esclusivo ambito familiare. Tale indennità, pari a dodicimila euro annui netti privi di carichi fiscali o previdenziali, è riconosciuta su richiesta da avanzare presso il Comune di residenza, alle donne madri cittadine italiane. La richiesta dell’indennità di maternità può essere avanzata dalle aventi diritto entro quindici giorni dalla nascita di un figlio (o figlia) o dalla sentenza di adozione che riconosce una maternità adottiva. Per ogni bambino può essere prodotta unicamente una domanda da una sola donna. Tale donna otterrà l’indennità di maternità per i primi otto anni di vita del figlio in assenza di altri redditi o impegni lavorativi, scegliendo dunque di dedicarsi in via esclusiva alla condizione di madre lavoratrice nell’ambito familiare con particolare riguardo alla cura dei figli. In caso di assunzione di impegni lavorativi esterni alla cura familiare, l’indennità di maternità si interrompe. La durata di otto anni riparte alla nascita di ogni figlio. Alla nascita del quarto figlio l’indennità riconosciuta alla madre diventa vitalizia. L’indennità è vitalizia anche in caso di nascita di figlio disabile, sempre in occorrenza del prerequisito dell’attività esclusiva di lavoro di cura familiare scelto dalla donna madre. Per l’indennità di maternità sono stanziati 3 miliardi annui dal fondo della presidenza del Consiglio per la famiglia e le pari opportunità nel triennio 2020-2022.