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Comitato genitori Bovolone scrive alla Regione: “Aprite le scuole appena i numeri lo permetteranno”

Ogni giorno di chiusura in più provoca danni gravissimi ai figli.

Comitato genitori Bovolone scrive alla Regione: “Aprite le scuole appena i numeri lo permetteranno”
Scuola Legnago e bassa, 25 Marzo 2021 ore 14:35

I richiesta che arriva con forza dal cuore. I genitori dell’I.C. Franco Cappa di Bovolone hanno deciso di scrivere alla Regione, ad Albino Barresi, Dirigente Ufficio Scolastico Territoriale di Verona, alla dottoressa  Nadia Micheletto, Dirigente I.C. Franco Cappa di Bovolone, al sindaco di Verona, Federico Sboarina oltre che al sindaco di Bovolone, Emilietto Mirandola, chiedendo con forza che, non appena i numeri dei contagi lo permetteranno, le scuole di ogni ordine e grado vengano riaperte con immediatezza senza aspettare.

Comitato genitori Bovolone scrive alla Regione

I genitori dell’I.C. Franco Cappa di Bovolone, istituto frequentato da circa 1.500 alunni tra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, hanno inviato una lettera per lanciare un grido di allarme nei confronti della chiusura degli istituti scolastici dovuta all’entrata del Veneto in zona rossa. Nella lettera il comitato dei genitori scrive:

“Nonostante un bollettino ufficiale della Regione Veneto di inizio marzo testimoniasse un bassissimo tasso di positività tra i ragazzi in età scolastica nel periodo gennaio/febbraio 2021, la scuola è stata ritenuta dalle istituzioni un luogo pericoloso. Non è facile spiegare ai nostri figli per quale motivo sia stato tolto loro il diritto allo studio, allo sport e alla socialità, nonostante nelle scuole (e nei luoghi di sport e di attività extra-scolastica) si siano sempre rispettate le regole anti covid con grande sacrificio dei bambini e dei ragazzi ed enorme lavoro organizzativo da parte degli istituti”.

Spesso mancano i mezzi

Il comitato genitori, attraverso la lettera sottolinea:

Purtroppo il sistema scolastico italiano non è oggettivamente in grado di fornire una didattica a distanza all’altezza delle aspettative, sia per le carenze tecnologiche di molte scuole sia perchè, sebbene il personale docente si impegni costantemente mostrando grande professionalità, a distanza di un anno dal precedente lockdown non è mai stato veramente formato per fornire una didattica a distanza moderna e funzionale; a questo si aggiunge il fatto che spesso le famiglie non hanno i mezzi tecnologici per sostenere la DAD. Si sentono voci di riapertura delle scuole dell’infanzia e della primaria finalizzate al dare ai genitori la possibilità di tornare al lavoro; ancora una volta la scuola viene usata semplicemente come un parcheggio, non comprendendo la sua importanza nella crescita e nella maturazione dei nostri figli“.

Ingenti danni

Nella lettera poi viene analizzata la situazione di disagio che si sta creando negli alunni:

“I danni che si stanno creando negli alunni sono enormi: mancanza di fiducia nel futuro, calo degli stimoli all’impegno, isolamento, depressione, abbandono delle attività sportive, che a questa età sono importantissime sia a livello fisico che emotivo, perdita di interesse culturale nell’ambito della musica, dell’arte, del teatro o di tanto altro ancora. L’eventuale vantaggio nel calo di contagi effettivamente ricercato con la chiusura delle scuole (in Veneto si tratta di circa il 4% sul totale dei positivi), giustifica tutti queste conseguenze negative?”.

Servono garanzia e i genitori proseguono:

“Quali garanzie vengono date alle famiglie che, una volta finita l’emergenza di queste settimane, i nostri figli e la scuola saranno al centro dei programmi e dei progetti di rinascita della nostra società come si ripete da mesi? Se confrontiamo tutti i fiumi di parole spesi finora a vantaggio della centralità della scuola con i risultati effettivamente ottenuti fino ad oggi, non vediamo sicuramente un futuro roseo.
Potremmo usare decine di pagine per spiegare i tanti motivi per i quali siamo così preoccupati per i nostri figli, ma sappiate semplicemente che non riusciamo più a sostenere l’idea di doverli accendere e spegnere come delle lampadine, non sopportiamo più di vederli mortificati dalle decisioni prese dall’alto anche quando non sono sostenute da numeri oggettivi. Per concludere auspichiamo e chiediamo con forza che, non appena i numeri dei contagi lo permetteranno, le scuole di ogni ordine e grado vengano riaperte con immediatezza senza aspettare, perchè allo stato attuale delle cose, ogni giorno di chiusura in più provoca danni gravissimi ai nostri figli che sono i cittadini di un futuro a cui loro stessi faticano a credere”.

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