Calcio

Rachele Peretti, Chievo Verona Women: “Vestire questa maglia, una grande responsabilità”

"Il calcio per me è stato ed è vita, una valvola di sfogo ma anche un continuo mettersi in discussione per vedere fino a dove è possibile arrivare".

Rachele Peretti, Chievo Verona Women: “Vestire questa maglia, una grande responsabilità”
Verona Città, 11 Novembre 2020 ore 16:14

Rachele Peretti, una forza della natura, si è avvicinata al calcio fin da piccola.

L’amata maglia n°7

Rachele Peretti, classe 1992, portabandiera del club e fantasista di successo. Il Chievo Verona Women, c’è un legame profondo tra società e atleta che è nato già all’età di 9 anni con la Fortitudo Mozzecane e che proseguirà almeno fino a giugno 2021. L’abbiamo intervistata per conoscere la sua importanza e per confermare l’attaccamento alla maglia n°7 e dei tanti sacrifici fatti per arrivare al successo di oggi.

Da dove o cosa è nata la sua passione per il calcio e quando ha deciso di diventare calciatrice professionista?

“La mia passione per il calcio è nata in casa, con mio papà e mio fratello appassionati di calcio; Ho iniziato a guardare le partite fin da subito e appena abile ho iniziato a giocare con mio fratello nel giardino di casa e per strada con gli amichetti del paese. Dopo qualche mese nella squadra maschile dei miei coetanei ho deciso di spostarmi di qualche km ed entrare nel calcio femminile, da lì, quello che oggi è il Chievo Women e che al tempo era la Fortitudo Mozzecane, sono cresciuta all’interno di una sana e rara famiglia”.

Come si sente a vestire i colori di una città come Verona?

“Verona è una piazza storica del calcio, inoltre abbiamo la fortuna di avere due squadre che militano nei campionati più alti del calcio femminile. Per quanto mi riguarda, vestire la maglia del ChievoVerona è un piacere enorme e una responsabilità importante che mi spinge a dare sempre il meglio di me”.

Ha raggiunto un grande traguardo ma come riesce a conciliare famiglia/studi con impegni personali?

“Non essendo ancora arrivati al professionismo al 100%, molte di noi si vedono ‘costrette’ a fare molti sacrifici per portare avanti questa passione, ma è proprio questo valore che a mio parere ci rende tutte meritevoli dei piccoli traguardi che si stanno raggiungendo grazie alla devozione che indirizziamo a questa enorme passione. Il lavoro e lo studio molti giorni rendono più pesante l’allenamento, ma è una cosa a cui ancora non riesco a rinunciare”.

Può fare il nome di una compagna di squadra con cui si sente particolarmente in sintonia?

“Non mi piace molto parlare dei singoli, soprattutto in un contesto sportivo come quello del calcio in cui il gruppo è la spinta più forte che porta al successo. Siamo un gruppo unito, rispettoso e stiamo molto bene insieme. Lo sport è bello anche perché crea legami forti anche al di fuori del campo”.

Il calcio cosa le ha dato a livello personale e quali insegnamenti appresi sul campo le sono serviti fino ad oggi?

“Il calcio per me è stato ed è vita, una valvola di sfogo ma anche un continuo mettersi in discussione per vedere fino a dove è possibile arrivare. Prendere consapevolezza di quello che si è e di quello che si può diventare è fondamentale per crescere e migliorarsi. Lo sport in generale è disciplina, educazione, sacrificio, valori importantissimi che oggi purtroppo vengono sottovalutati in molti ambiti.

Prospettive ed obiettivi per il futuro?

“Mi sento di poter dare ancora tanto al calcio, se le mie condizioni fisiche me lo permettono cercherò di fare il massimo per portare il Chievo Verona Women più in alto possibile”.

Andrea Luzi

(foto Chievo Verona Women)

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