Nell’ultima puntata di MasterChef Italia, andata in onda giovedì 19 febbraio 2026 su Sky Uno, la prova in esterna ha portato giudici e concorrenti a Verona, nella cucina di Giancarlo Perbellini, chef di Casa Perbellini 12 Apostoli.
In gara sono rimasti quattro aspiranti cuochi, Matteo (detto Teo), Carlotta, Dounia e Niccolò, che vogliono vincere la prova per potersi aggiudicare un posto nella finale dello show culinario più famoso d’Italia.

Casa Perbellini 12 Apostoli protagonista della prova
La sfida si è svolta nelle cucine dei 12 Apostoli, uno dei locali più antichi d’Italia, oggi guidato dallo chef veronese Giancarlo Perbellini. Ex proprietà di Giorgio Gioco, il ristorante ha ottenuto le tre stelle Michelin nel 2025 ed è noto anche per il suo ruolo culturale, in quanto frequentato nel tempo da figure del mondo dello spettacolo e della letteratura come Hemingway, Maria Callas, Barbra Streisand e David Bowie.
Ad accogliere i concorrenti oltre allo chef tristellato, erano ovviamente presenti anche i tre giudici: Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli, e proprio quest’ultimo ha definito il ristorante:
“Uno dei santuari della ristorazione italiana”

Nel corso dell’episodio, il cuoco veronese ha ripercorso brevemente il proprio percorso professionale:
“Se faccio questo mestiere lo devo a mio nonno Ernesto che mi ha convinto a intraprendere questa strada. Ai 12 Apostoli sono passato quando avevo 18 anni come comì e poi ho comiciato a girare in giro per il mondo. Sono rientrato 41 anni dopo in una veste diversa ed è stato un sogno diventato realtà.”
I piatti assegnati agli aspiranti cuochi
Ogni concorrente ha dovuto riprodurre uo dei piatti simbolo della cucina di Perbellini: due antipasti, un primo e un secondo.

Dounia, vincitrice della prova precedente, si è auto assegnata il wafer al sesamo con tartare di branzino, caprino all’erba cipollina e sensazione di liquirizia, uno dei piatti più riconoscibili dello chef, nato oltre vent’anni fa.
“Mi raccomando perché per me è come un figlio”,
Ha precisato Perbellini.
“Il wafer è famosissimo, spero di poterlo cucinare io” dice Teo
Niccolò ha ricevuto lo scampo fritto con tortino di pera e salvia, fonduta di taleggio, gocce di caramello all’aceto e una tartelletta con tartare di scampo, pera e senape.
A Teo è toccato il raviolo ripieno di risotto mantecato al fondente di cipolla, con vitello e tartufo nero e Carlotta invece ha affrontato il secondo piatto, l’agnello con crumble di animelle, spinacino Buon Enrico, spuma di kefir, purea di aglio orsino e salsa al marsala. Poco prima dell’assegnazione aveva dichiarato:
“Voglio quel piatto”.
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Wafer al sesamo che dovrà fare Dounia
Scampo friggo che dovrà fare Niccolò
Raviolo ripieno che dovrà fare Teo
Agnello con crumble di animelle che dovrà fare Carlotta
Il servizio per nove ospiti
Ogni concorrente ha lavorato con un sous chef sotto la supervisione diretta di Perbellini. L’obiettivo era servire nove ospiti, con due piatti a testa, in un’ora di tempo.
All’inizio della prova si può percepire subito l’emozione di Teo. All’arrivo dello chef ha cominciato a balbettare dall’emozione:
“Come va Matteo, tutto bene?”
“Chef, è un piacere anche solo… per”
“Vaai vai non guardarmi e vai, fai andare le mani”
Risponde mentre Teo faceva l’impasto per i ravioli. Nel confessionale l’aspirante chef racconta:
“Parlare con lo chef è un’emozione, anche solo se mi sta giudicando perché sto facendo la pasta senza spingere abbastanza, va bene, mi prendo il consiglio: ma sto parlando con lo chef Perbellini!”

Durante la prova, lo chef è intervenuto più volte per correggere metodo e tempistiche, sottolineando la precisione richiesta in una cucina tristellata. A quindici minuti dalla fine ha avvertito:
“Secondo voi ci siete? Secono me no se non accellerate..”
Le difficoltà maggiori si sono concentrate sul wafer e sul piatto di agnello, indicati dallo stesso Perbellini come i più complessi. In particolare, Dounia ha faticato sull’esecuzione del wafer, ammettendo:
“Ho rovinato il suo wafer, mi spacca”
E la sous chef le risponde:
“Penso di si, era un rischio che sapevi di correre”
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Dounia
Dounia
Dounia
Niccolò ha preparato il primo piatto rispettando i tempi, coordinandosi con gli altri aspiranti cuochi, nonostante il disordine e la tensione della cucina. Il sous chef è intervenuto più volte per correggerlo, ma la pressione di lavorare in un ristorante tristellato resta un fattore importante.

Il secondo piatto di Nico è arrivato in ritardo: lo chef Perbellini ha voluto specificare ai giudici che il ritardo era attribuibile a Niccolò. Carlotta, invece, ha condotto un servizio molto efficace.

All’inizio ha incontrato qualche difficoltà con il taglio dell’agnello e con la gestione dei tempi, ma grazie ai consigli dello chef è riuscita a migliorare rapidamente, portando il piatto a una resa eccellente. Questo l’ha premiata nella prova, con l’esecuzione del secondo a base di agnello con crumble di animelle, spinacino Buon Enrico, spuma di kefir, purea di aglio orsino e salsa al marsala.
Niccolò è stato eliminato dopo il Pressure Test, lasciando la competizione a pochi passi dalla finale. Con la sua uscita, MasterChef Italia 15 entra nella fase conclusiva: nelle prossime puntate andrà in scena la finalissima che decreterà il vincitore dell’edizione 2026 del talent culinario.