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Domenico Pompili è il nuovo vescovo di Verona: la lettera alla diocesi

Pompili succede a monsignor Giuseppe Zenti che è andato in pensione dopo aver compiuto 75 anni.

Domenico Pompili è il nuovo vescovo di Verona: la lettera alla diocesi
Attualità Verona Città, 04 Luglio 2022 ore 14:29

E’ arrivata l’ufficialità, Domenico Pompili è il nuovo vescovo di Verona.

Domenico Pompili è il nuovo vescovo di Verona: la lettera alla diocesi

E’ ufficiale, Domenico Pompili è il nuovo vescovo di Verona. Pompili succede a monsignor Giuseppe Zenti che è andato in pensione dopo aver compiuto 75 anni. Domenico Pompili è nato a Roma il 21 maggio 1963 ed è stato ordinato sacerdote il 6 agosto 1988 per la diocesi di Anagni-Alatri. Ha conseguito la licenza (1990) e il dottorato (2001) in Teologia morale presso la Pontifìcia Università Gregoriana in Roma.

Dopo l'ordinazione presbiterale, dal 1988 al 1999 ha svolto dapprima il ministero nella diocesi di Anagni-Alatri in qualità di segretario particolare del vescovo e direttore dell'Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali. È stato contestualmente parroco a Vallepietra (Rm).
Dal 2000 al 2006 ha svolto il ruolo di vicario episcopale per la pastorale, continuando a essere direttore dell'Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali e assistente unitario dell'Azione Cattolica diocesana. È stato inoltre parroco nella Concattedrale di Alatri (2000-2005).

Nell'ottobre 2005 è stato nominato aiutante di studio della Segreteria Generale della Conferenza Episcopale Italiana, con incarichi presso Sat 2000 e Radio in-Blu.
Dal 2007 è stato direttore dell'Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana e, dal 2009, sottosegretario della stessa.
È stato segretario della Fondazione Comunicazione e Cultura, membro del consiglio di amministrazione del quotidiano «Avvenire», nonché docente incaricato di Teologia morale presso l'Istituto Teologico Leoniano di Anagni.

Il 15 maggio 2015 papa Francesco lo ha eletto vescovo di Rieti, nella cui Cattedrale è stato ordinato il 5 settembre dello stesso anno, succedendo a Mons. Delio Lucarelli alla guida della diocesi dell'umbilicus ltalix.
11 29 ottobre 2020 è stato nominato amministratore apostolico della diocesi di Ascoli Piceno, in seguito alle dimissioni del vescovo Mons. Giovanni D'Ercole; ha retto la diocesi marchigiana fino all'insediamento del vescovo Mons. Giampiero Palmieri il 28 novembre 2021.

Nel maggio 2018 è stato eletto presidente della Commissione Episcopale per la Cultura e le Comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana, venendo riconfermato in tale ruolo nel maggio 2021 per un ulteriore quinquiennio.
Il 15 maggio 2015 è stato nominato da Papa Francesco Vescovo di Rieti. Il 29 ottobre 2020 è stato nominato amministratore apostolico di Ascoli Piceno, incarico mantenuto fino al 28 novembre 2021.

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Gli auguri di buon lavoro da parte di Zaia

Il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia ha inviato il proprio saluto al nuovo vescovo di Verona:

Rivolgo a Monsignor Domenico Pompili i migliori auguri di buon lavoro alla guida di una grande Diocesi come quella di Verona, mentre ringrazio il suo predecessore, Monsignor Giuseppe Zenti, per la lunga e preziosa opera pastorale portata avanti. In una comunità, la figura del Vescovo è un punto di riferimento importante di saggezza, di ascolto e di disponibilità verso i problemi della gente – prosegue il Governatore -. Essere al centro della vita sociale di una comunità significa, infatti, vivere con essa il quotidiano, i momenti di difficoltà così come i momenti di gioia, anche quelli non strettamente legati alla religione. Sono certo che quel che è stato seminato da Monsignor Zenti porterà frutto con Monsignor Pompili, il quale saprà creare un legame forte anche con il Veneto e i veronesi, gente di fede semplice e concreta”.

La lettera alla diocesi

Monsignor Domenico Pompili ha scritto una lettera alla diocesi di Verona:

“’Neppure si mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti gli otri scoppiano e così si versa il vino e si perdono gli otri. Ma il vino nuovo si mette in otri nuovi, così si conservano entrambi’(Mt 9,17).
Le parole di Gesù (come dalla liturgia del giorno di oggi) risuonano nel momento in cui viene reso noto che Papa Francesco mi ha eletto vescovo di Verona, succedendo a mons. Zenti che abbraccio con gratitudine.
Questa scelta inattesa mi ha spiazzato. Fino a qualche giorno fa non avrei mai immaginato di venire da voi e di lasciare quelli tra i quali ho vissuto per sette intensi anni, segnati anche dal terremoto.
Naturalmente il testo evangelico suggerisce ben altro rispetto a questa mia troppo personale interpretazione. Quel che è incomparabilmente ‘nuovo’, infatti, è il Signore Gesù! Lui è il ‘vino nuovo’ che fa saltare consuetudini e spazza via pregiudizi. È nel suo Nome che vengo a voi.
Esattamente un secolo fa (1922) Romano Guardini, che era nato proprio a Verona (1885), prima di emigrare con la sua famiglia in Germania, sottolineava che ‘si è iniziato un processo di incalcolabile portata: il risveglio della Chiesa nelle anime’. E descriveva tale processo come ‘la via per diventare uomo’”.

La lettera prosegue:

Dobbiamo onestamente riconoscere che il ‘suolo umano’ si è impoverito, si è svuotato del suo humus di relazioni, legami, responsabilità e così è divenuto friabile e inconsistente. Al punto che l’uomo stesso, su questo terreno incerto, finisce per diventare “di sabbia”. Siamo tutti, donne e uomini, dalla ‘testa pesante’ che fatichiamo a portare avanti la nostra vita, dubitiamo del tragitto e del senso, chiedendo al contempo riconoscimento e rassicurazione.
In tale contesto, quale è la strada da percorrere insieme?
Guardini non ha dubbi. E neanche io. Grazie alla fede cristiana, infatti, 'emerge un punto, che non appartiene al mondo; un luogo, in cui si può camminare; uno spazio in cui si può entrare; una forza su cui ci si può appoggiare; un amore, a cui ci si può affidare'. È la ricerca della fede che vengo a vivere con voi, insieme a tutti, credenti e non credenti, donne e uomini di buona volontà.
Spero che il tempo che ci separa dall’incontro rafforzi in tutti la determinazione ferma e perseverante di camminare insieme.
Con amicizia e con gratitudine”.

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