Emergenza Covid-19

A Verona verrà effettuata la prima indagine epidemiologica su un campione di 2mila veronesi

Sboarina: "Siamo tra i primi ad avere questi dati che ci permetteranno di affrontare con le scelte più corrette la 'Fase 2'"

A Verona verrà effettuata la prima indagine epidemiologica su un campione di 2mila veronesi
Verona Città, 11 Aprile 2020 ore 13:57

Sarà proprio la città scaligera a dare il via alla prima indagine che permetterà di conoscere e studiare i comportamenti corretti per affrontare la “Fase 2” del Coronavirus.

Indagine epidemiologica, al via lo studio

La volontà di essere i primi a ripartire, rialzarsi e dare il via all’economia. Il tutto però fatto con criterio, cercando di capire come comportarsi per evitare di ricadere in eventuali focolai. La nuova ricerca che verrà eseguita la prossima settimana a Verona, è stata spiegata oggi, sabato 11 aprile 2020, in occasione del punto stampa del sindaco Federico Sboarina che ha affermato:

Quando parliamo di ‘Fase 2’ del Coronavirus, si parla dei provvedimenti che arriveranno, delle norme di comportamento che saremo tenuti ad avere. Questa fase dovrà essere fondamentale per la ripresa dal punto di vista economico, tutto però perché sia fattibile presuppone la conoscenza dei dati, dei numeri dal punto vista sanitario e della situazione proiettata al dopo. Noi dobbiamo essere in grado di gestire la situazione nelle fasi successive, dal punto di vista economico, sapendo che cosa bisogna fare. Credo che siamo i primi che partiranno nei prossimi giorni con l’indagine epidemologica che ci permetterà di avere degli strumenti. Siamo tra i primi ad avere questi dati che ci permetteranno di affrontare con conoscenza le scelte più corrette della ‘Fase 2’. Si proseguirà con il ritorno alla libertà e ai nostri stili di vita, grazie a questa indagine si potranno capire una serie di cose, bisogna avere una visione fuori degli schemi, la partenza è conoscere il nemico che abbiamo di fronte, affrontato in modo emergenziale prima e ora in modo scientifico. Il nostro supporto è quello di raccogliere i dati fondamentali per poter ripartire nel più tempo breve possibile per tornare alla libertà”.

Come verrà affrontata

L’indagine verrà avviata la prossima settimana a partire da mercoledì 15 aprile 2020 e consisterà nell’inviare o recapitare l’invito a un campione random di 2mila cittadini di Verona che potranno accettare oppure negare la volontà di prendere parte alla ricerca. A tal proposito il sindaco ha spiegato:

“Non si tratta di un’indagine su base volontaria ma a campione. Verranno selezionati 2mila veronesi di età sueriore a 10 anni, individuati a random su base di un calcolo statistico sulla causalità di ricerca dei soggetti. Verrà fatta con il loro consenso quindi verrà chiesto loro se ritengono di volersi sottoporre al tampone e al prelievo del sangue. E’ rilevante il fatto che sia un campione casuale, alla ricerca serve per mappare e avere un margine vicino all’1% di errore. Spero che la risposta dei cittadini veronesi sia positiva, è una cosa importante, se si pensa poi che viene fatto il tampone e il prelievo del sangue a ogni singola persona selezionata, gratuitamente. Per tutta la comunità questa ricerca è fondamentale perchè abbiamo il desiderio di partire per primi, essere i primi a ripartire dal punto di vista sociale ed economico, per avere strumenti da dare agli infermieri e ai medici che ci stanno aiutando a uscire dall’emergenza”.

Messi a disposizione strumenti ed esperti del campo

Il dottor Carlo Pomari, Responsabile dell’Unità Semplice di Pneumologia dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria ha spiegato:

“Ho incaricato il capo di dipartimento di compiere l’indagine epidemiologica che avrà un carattere importante per le scelte future. L’ospedale ha messo disposizione dei mezzi tecnici, persone competenti e spazi perchè venga realizzata nel migliore dei modi”.

Massimo Guerriero biostatistico dell’Università di Verona ha aggiunto:

I dati che abbiamo noi a disposizione ci permettono di misurare in maniera compiuta quella che chiamiamo ‘punta dell’iceberg’, noi sappiamo tutto ma le informazioni che ci mancano è quanto sia grande nella parte sommersa. L’idea è fare una ricerca che permetta di misurare con precisione la profondità e la dimensione della parte sommersa dell’iceberg, per farlo però abbiamo bisogno di un campione di popolazione. Con l’indagine si andrà ad estrarre un campione di veronesi, circa 2mila persone alla quale chiederemo la sintomatologia legata al Covid-9, registrata negli utimi 30 giorni. Faremo un tampone e la raccolta di sangue. Il dato principale che emergerà è la quantità di soggetti asintomatici positivi da Covid-19, tutti soggetti a contatto con virus ma senza saperlo, dall’altra parte invece la quota di popolazione interessante da stimare è quella dei soggetti sani, mai venuti a contatto con il virus, se ci dovessero essere nuovi focolai potrebbe essere il bacino potenziale della malattia per la cosidetta ‘Fase 2′”.

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