Emergenza Coronavirus

Anziano tossisce in faccia all’infermiera domiciliare: “Ora ho paura per me e i miei figli”

Grande paura del Coronavirus: "Mi privo dell'abbraccio dei miei figli per proteggerli"

Anziano tossisce in faccia all’infermiera domiciliare: “Ora ho paura per me e i miei figli”
Legnago e bassa, 23 Marzo 2020 ore 17:46

Anziano tossisce in faccia all’infermiera domiciliare mentre le presta le cure del giorno.

Anziano tossisce in faccia all’infermiera domiciliare: “Ora ho paura per me e i miei figli”

Un colpo di tosse che incute paura, che potrebbe non essere così innocuo come invece si spera. Anna, infermiere ADI (Assistenza Domiciliare Integrata), vive nell’apprensione dal 6 marzo 2020, giorno in cui si era regolarmente recata a casa di un anziano a Zevio per prestargli le dovute cure e quest’ultimo, privo di mascherina, le ha tossito addosso. Nonostante l’infermiera stava indossando la mascherina chirurgica in quel momento, a distanza di qualche giorno sono iniziati ad apparire i primi sintomi simili ai pazienti positivi al Covid-19.

Anna, con la voce ricca di apprensione racconta:

“Venerdì 6 marzo 2020 mi sono recata a casa del paziente, avevo la mascherina chirurgica intorno però il paziente ne era sprovvisto e mi ha tossito addosso. Premetto che si tratta di un signore anziano che era stato dimesso da poco dall’ospedale dato che aveva avuto la broncopolmonite, inoltre mi è stato riferito che non gli è stato fatto il tampone per verificare se ha contratto il Coronavirus. Da quel giorno non ho più dormito la notte per la preoccupazione, soprattutto quando domenica 8 marzo 2020 ho iniziato ad avere i primi sintomi come per esempio la tosse. Nei giorni successivi i sintomi sono peggiorati nettamente con un forte mal di gola, tosse e grande malessere. Per questo motivo, finito il mio turno sabato 14 marzo 2020, alle 20, ho preso 1 cp  di Tachipirina ogni 6 ore. Nella giornata di domenica 15 marzo 2020 ero di riposo e lunedì 16 marzo 2020 sono andata al lavoro, perché pensavo ai miei pazienti e volevo essere di supporto ai miei colleghi per fare il prelievio di sangue nuovamente allo stesso paziente. Dato quello che era successo la volta precedente, avevo chiesto alla moglie del paziente di mettere una mascherina al marito, cosa che ha fatto anzi, pure lei si era munita della mascherina”.

Il contatto con il medico

I sintomi sono peggiorati di giorno in giorno e Anna ha deciso di contattare il suo medico di base per avere una visita, a tal proposito l’infermiera spiega:

“Mi sentivo un po’ strana, fortunatamente domenica sono riuscita ad andare al lavoro con la mascherina con il filtro che ho trovato con fatica in una farmacia, però i sintomi sono di nuovo peggiorati con un mal di gola forte, difficoltà a parlare, tosse lieve, avevo il naso che mi colava tant’è che continuavo a pulirmi il naso usando 4 pacchettini di fazzoletti. Il mio malessere era evidente e non vedevo l’ora che finisse il turno per andare dal medico che mi ha detto di non avere molto tempo a disposizione, perciò ci siamo sentiti successivamente al telefono e mi a consigliato di prendere la Tachipirina e sciroppo per il mal di gola. I sintomi non sono mai calati così ho deciso di richiamarlo e di chiedergli la prescrizione di un antibiotico tant’è che venerdì 20 marzo 2020 mi ha prescritto il Giasion 200, ora sono in terapia e non dormo molto di notte, spesso mi alzo per le mie difficoltà respiratorie”.

Preoccupazione per il marito e i figli

Anna ha il timore di aver contratto il Coronavirus e sta aspettando la possibilità di poter fare il tampone al termine della cura antibiotica prevista per martedì. La preoccupazione da parte dell’infermiera deriva dal numero elevato di persone positive al Coronavirus a Zevio, Comune dove lei si reca per lavorare.

Anna ha proseguito argomentando:

Purtroppo io vivo nella paura, noi come medici non abbiamo le protezioni adatte, ormai non ci sono più camici, non si trovano le mascherine ffp3, non abbiamo i presidi idonei per poterci recare a casa delle persone, io non mi sento protetta. Purtroppo solo con la mascherina chirurgica non è abbastanza, soprattutto se, come nel mio caso, anche il paziente non ne indossa una. Purtroppo ho molta paura perché c’è una persona che conosco, che fortunatamente ora è guarita dal Covid-19, che aveva iniziato a presentare gli stessi miei sintomi. Ho paura per mio marito e per i miei figli, sono arrivata al punto di privarmi dei loro abbracci e baci per proteggerli e credetemi, per un genitore è veramente difficile stare a distanza dai propri figli ma lo faccio per loro, per proteggerli nel caso io abbia contratto il virus”.

Il grande appello: state a casa

I medici e tutto il personale sanitario è esposto ogni giorno al pericolo di contrarre il virus e Anna spiega:

“Ho un grande appello da fare ai cittadini: vi prego, state a casa. Noi non ce la possiamo fare senza il vostro aiuto, non abbiamo i presidi medici necessari per proteggerci quando veniamo a curarvi. Se stiamo a casa possiamo evitare i rischi di contagio, è la nostra arma vincente. Rispettiamo tutti le regole, non usciamo se non è strettamente necessario perché una persona che non presenta sintomi ma che ha il virus puà contagiare 6, 8 oppure anche 10 persone che, a loro volta, contageranno altre persone. Se non capiamo che dobbiamo stare a casa, questa emergenza non finirà mai e si protrarrà per numerosi mesi. Fate veramente attenzione alle vostre azioni, quando uscite di casa non dimenticatevi che voi state camminando su di un suolo che potrebbe essere infetto, se per caso un asintomatico ha sputato per terra e voi camminate su quel tratto di terreno con la saliva, la vostra suola trasporterà il virus e dopo dove andrà a finire? Sul pavimento di casa vostra! Vi prego, prendete come buona abitudine quella di mettere le scarpe in un sacchetto prima di entrare in casa, eviterete di portare i germi all’interno dell’abitazione. Inoltre servirebbe del personale che spieghi alle persone come togliersi i guanti dopo aver fatto la spesa, purtroppo se non si eseguono le giuste manovre ci si ritrova a toccare il guanto con la pelle, rendendo inutile il loro utilizzo. Disinfettate gli abiti che usate per uscire, usate l’amuchina, la candeggina o uno dei numerosi prodotti che si trovano in commercio per debellare i germi, ne va della sicurezza vostra e della vostra famiglia”.

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