Voglia di risposte

Bigon (PD): “Borgo Trento, la riapertura non basta. Vogliamo risposte su quanto accaduto”

Serve la certezza che non si ripeterà: le mamme devono partorire in totale sicurezza.

Bigon (PD): “Borgo Trento, la riapertura non basta. Vogliamo risposte su quanto accaduto”
Verona Città, 31 Agosto 2020 ore 18:06

La riapertura dopo tre mesi di stop.

Ancora numerose le domande

E’ prevista per domani, martedì 1 settembre 2020 la riapertura dell’Ospedale della Donna e del Bambino, dopo quasi tre mesi di stop. Anna Maria Bigon, consigliera del Partito Democratico e candidata alle Regionali del 20-21 settembre, a tal proposito ha affermato:

Finalmente il punto nascite di Borgo Trento riapre. Tuttavia le domande che c’erano al momento della chiusura sono ancora lì. E se ne aggiungono di nuove. Zaia deve rispondere a tutte, facendo massima chiarezza: i veronesi meritano di conoscere la verità”.

Servono garanzie

L’esponente dem veronese prosegue:

“Evidentemente il voto fa miracoli, visto che all’improvviso, a 20 giorni dalle urne, la struttura è pronta per accogliere le future mamme. Cosa è accaduto e quali garanzie ci sono per le partorienti sul fatto che il pericolo sia stato definitivamente debellato? Oggi Zaia e la Giunta esultano per la riapertura e la rivendicano come un successo, dimenticando però un pezzo importante della storia: com’è potuto accadere che un luogo così delicato come un reparto maternità, il più grande del Veneto, sia stato colpito dal citrobacter, perché non è stato fatto niente per oltre un anno salvo poi decidere di chiuderlo per quasi tre mesi, nonostante due sanificazioni, costringendo donne incinte a vere e proprie odissee in cerca di un ospedale sicuro dove poter partorire, considerato il sovraccarico sulle altre strutture della provincia? Non è normale che si verifichi una minaccia del genere in un Paese civile e non è normale che ci vogliano due mesi per mettere tutto a posto, guarda caso a ridosso del voto”.

Parlando del Pronto Soccorso inoltre…

La consigliera Bigon conclude attaccando anche sul versante edilizio:

“Attendo i risultati delle Commissioni d’inchiesta: sono al fianco delle mamme e delle famiglie; ci sono state delle vittime, non accetteremo che si faccia finta di nulla sulla pelle delle donne e dei bambini. La scorsa settimana, dopo il forte temporale, il Pronto soccorso era inaccessibile perché allagato. Com’è possibile che accada in un ospedale ristrutturato solo pochi anni fa e già alle prese con una manutenzione straordinaria?”.

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