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Disastro Verona, Zaia: “Tragedia come Vaia”. La telefonata di Mattarella a Sboarina

Danni in corso di quantificazione. Il sindaco: "Visto gente in lacrime, chi fa polemica si chiuda le dita nel cassetto anziché battere sulla tastiera".

Disastro Verona, Zaia: “Tragedia come Vaia”. La telefonata di Mattarella a Sboarina
Verona Città, 24 Agosto 2020 ore 12:25

Il punto stampa d’emergenza da Verona con il presidente Zaia.

La vicinanza del presidente della Repubblica

Mentre proseguono la conta dei danni e gli interventi dei Vigili del fuoco, poco fa a Palazzo Barbieri si è tenuto il punto stampa d’emergenza con il sindaco Sboarina, il presidente della Regione, Luca Zaia, e l’assessore regionale Bottacin. Una conferenza stampa che ha fatto seguito al sopralluogo effettuato proprio in mattinata dal Governatore uscente. Il sindaco Sboarina ha esordito così:

“Ho sentito poco fa sentito anche il presidente Mattarella, che ha espresso la sua vicinanza ai cittadini veronesi – ha detto il sindaco – Vorrei però che in situazioni come queste gli sciacalli andassero da un’altra parte e stessero zitti. Piuttosto si chiudano le mani nel cassetto anziché battere sulla tastiera. Noi qui stamattina abbiamo visto tanti cittadini in lacrime, questo evento è stato il colpo di grazia dopo Covid e altri disastri legati al maltempo. E’ un miracolo che non ci siano stati morti e feriti”.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato proprio questa mattina il sindaco per esprimere la sua solidarietà e vicinanza, insieme a quella di tutti gli italiani, ai cittadini veronesi rimasti duramente colpiti dal violento nubifragio e dalla tromba d’aria di ieri. Durante la telefonata, il presidente ha chiesto informazioni sulla situazione e si è sincerato del fatto che, nonostante la gravità del fenomeno meteorologico, non vi siano stati feriti. Il Capo dello Stato ha poi chiesto notizie sulla situazione degli alberi caduti, particolarmente lesionati a causa delle forti raffiche di vento.
“E’ stata una grande e piacevole sorpresa la telefonata del presidente Mattarella – ha aggiunto il sindaco –. Ero appena rientrato dal sopralluogo effettuato, questa mattina, insieme al governatore del Veneto, in alcune delle zone più colpite della città. Ho informato il presidente Mattarella, sottolineando come questo nuovo e devastante evento sia per Verona un duro colpo dopo i mesi di lockdown. La nostra città sta tenacemente reagendo alla crisi dovuta alla pandemia, e adesso servono altre risorse per il ripristino. Ho ringraziato il presidente per la telefonata e la solidarietà espressa, ricordandogli come, a seguito di questi accadimenti, servano ora, con urgenza, nuovi fondi da destinare alla sistemazione dei numerosi ed importanti danni presenti in molte zone della città e in molte attività produttive oltre che abitazioni private. Il presidente mi ha inoltre ribadito come, nonostante la furia dell’evento, sia un vero miracolo che non vi siano stati feriti, ma solo danni materiali”.

Le parole di Zaia

Il Governatore uscente Zaia ha sottolineato:

“La firma dello stato di emergenza è un atto di responsabilità, per questo sono qui. Posso dire che è una tragedia paragonabile all’alluvione del 2010, a Vaia. Si tratta di un disastro che ha colpito la città a macchia di leopardo con danni ingenti. H visto anch’io gente in lacrime ma che non era seduta ad aspettare ma aveva le maniche rimboccate. Credo sia la migliore risposta alle polemiche”.

Stato emergenza, cosa significa? Lo ha spiegato lo stesso Zaia

“I residenti faranno un elenco dei danni subiti allegando foto e documentazione tramite i moduli distribuiti dall’Amministrazione comunale. Noi poi come Regione invieremo la lista al Governo che spero dichiari lo stato di emergenza”.

Disastro Verona, Zaia: "Tragedia come Vaia". La telefonata di Mattarella a Sboarina

Il bilancio di Coldiretti

Coldiretti Verona questa mattina ha fatto il punto con i propri tecnici per una prima analisi della situazione dopo il violento nubifragio di ieri pomeriggio. Il temporale è iniziato nella zona del Lago di Garda, colpendolo marginalmente, e si è spostato, aumentando la propria potenza, ad arco verso il centro città che ha subito i danni maggiori fino all’est veronese nelle zone vicino al comune di San Martino Buon Albergo.

“Nelle campagne, il forte vento, pioggia incessante e grandine hanno causato danni alle strutture e alle coltivazioni agricole. Sono state colpiti i comuni a nord ovest come Bussolengo e Pescantina e i territori limitrofi al centro città fino ad arrivare nelle zone dell’est veronese. Hanno subito danni importanti colture frutticole anche con abbattimento di impianti e, a macchia di leopardo, i vigneti alcuni dei quali con varietà precoci già in fase di vendemmia. Il maltempo ha colpito anche la Valpolicella in cui, da una prima stima, risulta colpito un areale di circa il 3% dei vigneti a denominazione”.

I danni sono in via di quantificazione da parte dei tecnici di Coldiretti Verona che stanno visitando le zone maggiormente danneggiate.

“Siamo di fronte – sottolinea la Coldiretti – alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con grandine di maggiori dimensioni, una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti.

E ancora:

“I cambiamenti climatici hanno fatto esplodere il pericolo idrogeologico – sottolinea la Coldiretti – su un territorio reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con il risultato che sono saliti a 7252 i comuni italiani, ovvero il 91,3% del totale, che sono a rischio frane e/o alluvioni secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ispra. Una situazione aggravata dal fatto che – conclude la Coldiretti – il territorio italiano è stato reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con la perdita negli ultimi 25 anni di oltre ¼ (-28%) della superficie agricola utilizzabile in Italia ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari secondo la Coldiretti”.

Disastro Verona, Zaia: "Tragedia come Vaia". La telefonata di Mattarella a Sboarina

“Siamo di fronte – sottolinea la Coldiretti – alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con grandine di maggiori dimensioni, una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti.

E ancora:

“I cambiamenti climatici hanno fatto esplodere il pericolo idrogeologico – sottolinea la Coldiretti – su un territorio reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con il risultato che sono saliti a 7252 i comuni italiani, ovvero il 91,3% del totale, che sono a rischio frane e/o alluvioni secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ispra. Una situazione aggravata dal fatto che – conclude la Coldiretti – il territorio italiano è stato reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con la perdita negli ultimi 25 anni di oltre ¼ (-28%) della superficie agricola utilizzabile in Italia ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari secondo la Coldiretti”.

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