a Verona

Fascicolo d'indagine su Chico Forti, per "zittire" Travaglio e Lucarelli avrebbe cercato l'aiuto della 'ndrangheta

Il 65enne trentino, condannato per omicidio negli Stati Uniti, si trova nel carcere di Montorio. Le indagini della Procura dopo le rivelazioni di un detenuto. Ma anche il Garante dei detenuti avvia accertamenti

Fascicolo d'indagine su Chico Forti, per "zittire" Travaglio e Lucarelli avrebbe cercato l'aiuto della 'ndrangheta
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Condannato negli Stati Uniti per omicidio e recentemente estradato in Italia per scontare la pena dell'ergastolo nel carcere di Montorio a Verona, Chico Forti, secondo alcune rivelazioni fornite da un detenuto, avrebbe cercato contatti con altri reclusi legati alla 'ndrangheta per "zittire" i giornalisti Marco Travaglio e Selvaggia Lucarelli, dopo che i due avevano commentato negativamente il suo rimpatrio, con l'arrivo a Ciampino accolto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Chico Forti

Chico Forti vicino alla 'ndrangheta per zittire Travaglio e Lucarelli

Contattare qualche esponente della 'ndrangheta per mettere a tacere Marco Travaglio, Selvaggia Lucarelli e una terza persona: questa sarebbe la richiesta che Chicco Forti avrebbe fatto a un detenuto del carcere di Montorio a Verona.

Proprio qui l'imprenditore Trentino è recluso dallo scorso maggio 2024 dopo aver ottenuto l'estradizione dagli Stati Uniti, dove era stato condannato all'ergastolo per l'omicidio di Dale Pike.

In cambio, Forti avrebbe promesso un aiuto futuro all'uscita dal carcere. A raccogliere la confidenza sarebbe stata una persona che lavora all'Istituto penitenziario con la quale i carcerati entrano spesso in contatto.

Il procuratore di Verona Raffaele Tito ha confermato l'apertura di un fascicolo contro ignoti e ha spiegato che sono state informate le istituzioni interessate.

I motivi

Quanto ai motivi per i quali Forti avrebbe cercato l'aiuto della 'ndrangheta per zittire Travaglio e Lucarelli, la richiesta sarebbe scaturita poiché il 19 maggio 2024, al rientro di forti in Italia, il Fatto Quotidiano, giornale del quale il primo è direttore e la seconda autrice di punta, avrebbe fortemente criticato il trasferimento in Italia di forti.

In particolare, per le modalità con cui era avvenuto e per l'accoglienza riservata al Trentino dalla Presidente del Consiglio Meloni, il tutto con un titolo di apertura del giornale molto forte:

“Benvenuto assassino.”

L'articolo del 19 maggio 2024 del Fatto Quotidiano sul rientro in Italia di Chico Forti

La giornalista Selvaggia Lucarelli aveva così commentato:

"Non so se è più pietoso a) il racconto di Forti sull’accoglienza da RE in carcere b) il racconto su come Schettino che in carcere evidentemente chiamano ancora “il comandante” abbia chiesto di vederlo per dirgli “sei il mio eroe. In pratica un assassino si gongola del fatto che un uomo che se ne è scappato mentre una nave affondava e risucchiava in mare i suoi passeggeri sia fiero di lui. C) la spaghettata in carcere, prassi comune in tutte le carceri del paese per tutti i detenuti. D) Vespa che se la ride chiedendo non se si sia pentito di aver fatto fuori un uomo per bieche ragioni di denaro, ma se tornerà a fare surf. A FARE SURF. Il tutto sottolineando il dramma dell’omicida Forti rimandato in italia senza neppure un calzino.

Tutto questo in un paese in cui le carceri sono sovraffollate, in uno stato di degrado totale, con detenuti evidentemente di serie b che faticano ad accedere a servizi igienici decenti e cure e che se vogliono uscire per visitare un parente devono aspettare (se va bene) il suo funerale. Sempre che il funerale non sia il loro, visto il tasso di disperazione e suicidi in carcere."

 

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Garante dei detenuti avvia accertamenti

Sulla questione si è espresso anche il Garante nazionale dei detenuti:

"Se questi dati fossero accertati, sarebbe un fatto molto grave - riporta l'Ansa da ambienti del Garante stesso - Per il momento però sono stati solo avviati gli accertamenti, nei limiti delle facoltà del Garante".

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