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Omicidio di Bovolone: le figlie si costituiscono parte civile contro il padre che ha ucciso la nonna

Paolo Bissoli è stato rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio volontario aggravato.

Omicidio di Bovolone: le figlie si costituiscono parte civile contro il padre che ha ucciso la nonna
Cronaca Legnago e bassa, 07 Luglio 2022 ore 11:12

Paolo Bissoli, 52 anni, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio volontario aggravato per aver ucciso la madre a coltellata nella casa di Bovolone.

Omicidio di Bovolone

E’ passato quasi un anno dall’omicidio dell’80enne Maria Spadini. Era il 21 luglio 2021 quando Paolo Bissoli, 52enne disoccupato, uccise l’anziana madre con dei coltelli. Purtroppo tra mamma e figlio i rapporti erano tesi. La causa dell'omicidio? La reazione improvvisa dopo un banale rimprovero, per aver versato del caffè.

Si trovavano nella cucina dell'abitazione della madre, a Bovolone, e non erano ancora scoccate le sette di mattina. Ma tra la mamma Maria Spadini, 80 anni e il figlio Paolo Bissoli, la giornata era partita con l'ennesima lite. Questa volta la mamma aveva rimproverato il figlio di aver versato del caffè.

L'uomo, da anni senza un lavoro, con una dipendenza dall'alcol e ricoveri in Psichiatria, che era tornato a casa dalla madre dopo essere stato denunciato e allontanato dalla sua abitazione di Zevio per maltrattamenti nei confronti della moglie Anna e delle due figlie, ha però reagito malissimo, con una violenza inaudita. Tanto che la madre, spaventata, aveva chiamato il 112. Ma non è servito. Il figlio l'ha colpita ripetutamente con dei fendenti mortali.

Quando i militari dell'Arma sono arrivati sul luogo dell'omicidio, Bissoli era in stato di alterazione psico-fisica ed è stato immediatamente ricoverato in Psichiatria, a meno di una settimana dall'ultimo recente ricovero. Inizialmente, la versione fornita da Bissoli, non sembrava convincente.

Ma le sue scarpe intrise di sangue ha convinto gli inquirenti a battere quella pista. Poi, però, è arrivata la confessione in una frase, in cui chiedeva all'avvocato di avvisare la moglie della colpevolezza. Durante il successivo intetrogatorio Bissoli ha poi svelato tutte i dettagli: ha ammesso di aver maturato l'intenzione di uccidere la madre già da giorni, a causa dei continui rimproveri.

Rinviato a giudizio

Paolo Bissoli, 52 anni, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio volontario aggravato e, i occasione dell’udienza le due figlie dell’assassino si sono costituite parte civile contro il padre. Le due sorelle, nel caso della condanna finale del papà, potranno ottenere da quest’ultimo il risarcimento dei danni morali stimato complessivamente in oltre 200mila euro per la perdita improvvisa perdita della nonna a cui loro erano molto legate.

L’uomo è inoltre ancora a processo per i maltrattamenti in famiglia (sia contro la moglie che delle figlie).

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