Verona

PM10 rientro dal livello di allerta arancio

Rimangono comunque efficaci tutte le misure base che sono previste da livello verde

PM10 rientro dal livello di allerta arancio
Verona Città, 06 Febbraio 2020 ore 16:18

PM10 rientro dal livello di allerta arancio.

PM10 rientro dal livello di allerta arancio

Da domani, venerdì 7 febbraio 2020, le auto private diesel Euro 4 potranno tornare a circolare nel territorio comunale di Verona. Arpav ha confermato il rientro dal livello di allerta arancio della qualità dell’aria, che ne vietava la circolazione, secondo quanto previsto dall’Accordo di Bacino Padano. Infatti, per due giorni consecutivi, martedì 4 febbraio 2020 e mercoledì 5 febbraio 2020, la centralina situata al Giarol Grande ha rilevato una concentrazione media giornaliera di PM10 al di sotto del valore limite di 50 microgrammi/metro cubo. Martedì i valori rilevati dalla centralina erano pari a 28 microgrammi/mc, mercoledì a 9 microgrammi/mc.

Attuali le misure base

Rimangono, comunque, efficaci le misure base, previste da livello verde, per il contenimento delle emissioni inquinanti, e cioè, il divieto di circolazione, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30, per i veicoli benzina Euro 0 ed Euro 1 e per i veicoli diesel Euro 0, Euro 1, Euro 2 ed Euro 3. Confermate anche tutte le deroghe già in vigore.
Rimane, poi, il divieto di utilizzare generatori di calore con una classe di prestazione emissiva inferiore alla classe 2 stelle e l’obbligo di utilizzare, nei generatori di calore, pellet certificato conforme alla classe A1.
Come previsto dall’ordinanza 68/2019 si ricorda che è vietato bruciare sfalci, potature ed altri residui agricoli: all’aperto le condizioni di combustione non ottimali provocano, ancora di più, la formazione di polveri e altri composti tossici.

I buoni comportamenti

L’invito generale ai cittadini resta comunque quello di farsi parte attiva nell’adozione di buoni comportamenti, come: ridurre l’uso dei veicoli a motore privati utilizzandoli solo per gli spostamenti strettamente necessari, preferendo forme alternative di mobilità più sostenibile, specialmente nelle brevi tratte; ridurre le ore di funzionamento degli impianti di riscaldamento domestico e ridurre la temperatura massima nei locali; limitare al massimo l’utilizzo di stufe e caminetti alimentati a biomasse (legna, cippato, pellet ecc.) se, nell’edificio, sono presenti altri sistemi di riscaldamento meno inquinanti (metano); nel caso di utilizzo di apparecchi a legna minimizzare le emissioni derivanti dalla combustione, attraverso l’utilizzo consapevole dell’impianto; bruciare solo legna secca, non bruciare altri materiali, verificare l’efficace e corretta conduzione della combustione affinché sia la più completa possibile. Verificare la pulizia delle canne fumarie delle stufe e l’esecuzione della manutenzione degli impianti termici.
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