Inquinamento

PM10, tre settimane di livello verde a Verona. Segala: “Traffico ridotto evita gli sforamenti”

A Verona le percentuali qualitative dell’aria restano buone

PM10, tre settimane di livello verde a Verona. Segala: “Traffico ridotto evita gli sforamenti”
Verona Città, 24 Marzo 2020 ore 10:56

PM10, tre settimane di livello verde a Verona grazie alle limitazioni del traffico a causa dell’emergenza Coronavirus.

PM10, tre settimane di livello verde a Verona. Segala: “Traffico ridotto evita gli sforamenti”

Confermato dal bollettino Arpav il livello verde. A Verona le percentuali qualitative dell’aria restano buone, con una media dei valori di concentrazione di PM10 inferiore al limite di 50 µg/m3. Un trend positivo che ha riguardato tutte le tre settimane di marzo, mentre nell’analogo periodo 2019, già dai primi giorni del mese si era registrata allerta 1 – arancione con blocco diesel euro 4. I rilevamenti degli ultimi dieci giorni delle centraline Arpav al Giarol Grande hanno mostrato solo tre giornate di sforamento: 13 marzo 2020 – 72 µg/m3; 18 marzo – 61 µg/m3; 21 marzo – 51 µg/m3. Uno sforamento era stato registrato anche il 19 marzo 2020, dato successivamente invalidato da Arpav perché non veritiero a causa di attività di manutenzione effettuate in stazione e causa della crescita dei valori. In queste settimane di limitazione alla mobilità, per effetto dei provvedimenti contro il Coronavirus, il traffico veicolare è progressivamente diminuito, fino al dato dell’ultimo fine settimana pari a un -92%.

Diminuzione del traffico veicolare

Il traffico veicolare incide sui livello di inquinamento da polveri sottili, ma non da solo. Va infatti ricordato che in questo periodo sono ancora in funzione gli impianti di riscaldamento, importante fonte di polveri sottili e di biossido di azoto, oltre a tutte le attività produttive ancora funzionanti e non rientranti nei blocchi disposti dal Governo per il Covid-19. Inoltre, fattori climatici contribuiscono in modo significativo alle elevate concentrazioni di inquinanti atmosferici che fanno della Pianura Padana una delle zone più inquinante d’Europa, nonostante le emissioni siano paragonabili a quelle di altre aree sviluppate.

L’assessore condelega all’Ambiente Ilaria Segala spiega:

“Solo tre giorni di sforamento in tre settimane è un dato significativo. Lo dimostra il confronto con l’anno scorso, quando scattò l’allerta arancione e il blocco dei diesel Euro 4. In questi giorni, ho analizzato il fenomeno con Arpav e con studi di importanti università, che dimostrano come, a parità di condizioni meteo, una riduzione del traffico determina una diminuzione della concentrazione delle polveri. Quindi, se con l’alta pressione di questi giorni avessimo avuto traffico regolare, probabilmente avremmo sforato. La letteratura scientifica è chiara: vari fattori sono responsabili dell’aumento delle Pm10 e, complessivamente, il traffico lo è per oltre un terzo. È vero che le concentrazioni dipendono dalle condizioni meteo, ma diminuendo il traffico, diminuiscono le emissioni. Un altro elemento che produce inquinanti è il riscaldamento domestico, in questo periodo molto utilizzato per la presenza di persone a casa”.

LEGGI ANCHE: Anziano tossisce in faccia all’infermiera domiciliare: “Ora ho paura per me e i miei figli”

LEGGI ANCHE: Si rovescia furgone della Protezione civile carico di mascherine: non c’è pace!

 

TORNA ALLA HOME PER LEGGERE ALTRI ARTICOLI

Dai una mano a
Da settimane, i giornalisti del tuo quotidiano online lavorano, senza sosta e con grande difficoltà, per garantirti un'informazione precisa e puntuale dal tuo territorio, sull’emergenza Coronavirus. Tutto questo avviene gratuitamente.
Adesso, abbiamo bisogno del tuo sostegno. Con un piccolo contributo volontario, puoi aiutare le redazioni impegnate a fornirti un'informazione di qualità. Grazie.

Scegli il tuo contributo:
Top news regionali
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei