'Ndrangheta

Processo “Isola Scaligera”: condanne per 24 mafiosi, chiesti 8 anni di carcere per Miglioranzi

Assieme a lui è imputato anche l’ex direttore di Amia, Ennio Cozzolotto per tentata turbativa d'asta, aggravata dall'agevolazione di un'attività mafiosa.

Processo “Isola Scaligera”: condanne per 24 mafiosi, chiesti 8 anni di carcere per Miglioranzi
Cronaca Verona Città, 14 Luglio 2021 ore 14:50

Udienza preliminare del processo “Isola Scaligera” inerente alle infiltrazioni della ‘ndrangheta in provincia di Verona.

Processo “Isola Scaligera”

Era la mattina di giovedì 4 giugno 2020 quando a Verona e provincia, gli investigatori della Polizia di Stato hanno eseguito un’ordinanza che ha dispoto misure cautelari nei confronti di 26 indagati di cui 17 destinatari di custodia cautelare in carcere, 6 agli arresti domiciliari e 3 obblighi di presentazione alla p.g., che sono stati ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, riciclaggio, estorsione, trasferimento fraudolento di beni, emissione di false fatturazioni per operazioni inesistenti, truffa, corruzione e turbata libertà degli incanti, anche aggravati dalle modalità mafiose.

Oggi, mercoledì 14 luglio 2021 si è tenuta a Mestre l’udienza preliminare del processo “Isola Scaligera” dove sono state confermate le sentenze per un totale di 95 anni per 24 mafiosi.

Chiesti 8 anni di carcere per Miglioranzi

L’inchiesta, corroborata dal contributo di alcuni collaboratori di giustizia, ha fatto emergere gravi indizi di condotte criminali tipiche delle propaggini extra-regionali della ‘ndrangheta, ispirate alla commistione di metodologie corruttive-collusive ed estorsive, ed ha consentito di registrare anche indebiti rapporti tra alcuni appartenenti al sodalizio mafioso in questione e due dirigenti di Amia, la società municipalizzata veronese.

Secondo il Pubblico Ministero l’ex presidente di Amia, Andrea Miglioranzi è colpevole e per lui sono stati chiesti 8 anni di carcere, assieme a lui è imputato anche l’ex direttore di Amia, Ennio Cozzolotto per tentata turbativa d'asta, aggravata dall'agevolazione di un'attività mafiosa. Per lui sono invece stati chiesti un anno e otto mesi di carcere.