Verona

Senatore D’Arienzo: “Centro tamponi Marzana non funziona”, Ulss replica: “Solo un problema tenico”

Il problema è già stato risolto negli scorsi giorni e i tempi di refertazione sono nella norma.

Senatore D’Arienzo: “Centro tamponi Marzana non funziona”, Ulss replica: “Solo un problema tenico”
Cronaca Verona Città, 07 Dicembre 2020 ore 12:59

Problemi tecnici al laboratorio di Villafranca.

Attese troppo lunghe

Il senatore Vincenzo D’Arienzo punta il dito contro l’Ulss 9 Scaligera e l’organizzazione del “centro tampone” di Marzana che lui definisce come “inefficace” a causa della lentezza per avere il referto. D’Arienzo ha spoiegato:

Il centro tamponi H24 di Marzana è assolutamente inefficace per affrontare il problema della rilevazione dei contagi con la tempestività che serve in questo momento. Anzi, chi si rivolge a quel centro, non solo rischia qualcosa in termini di salute, ma mette in pericolo anche la salute degli altri. Per avere il referto di un tampone molecolare, l’utente che si reca in quel centro tamponi aspetta anche tre giorni. Inaccettabile. Il rischio è evidente: se l’utente è positivo asintomatico, per almeno tre giorni va in giro tranquillamente e inconsapevolmente con l’elevata probabilità che contagi tanti altri. Se, invece, ha sintomi, non può iniziare subito l’assunzione dei medicinali previsti – tachipirina, antibiotici e cortisone – con il rischio che, intanto, il virus prosegua indisturbato nella sua pericolosa azione”.

Comunicazioni non chiare

Il senatore prosegue:

“A ciò si aggiunge la comunicazione fuorviante sul sito della ULSS 9 che il centro tamponi presso la Fiera è aperto dalle 7 alle 19, ma nei giorni scorsi chi si recava lì dopo le 17 trovava i cancelli chiusi. Cosa succede a Marzana? Perché così tanto tempo per avere l’esito di un tampone? Ed un referto con così tanto ritardo, è un referto sicuro? Non ne parliamo, poi, del luogo fisico. Una stanzetta di circa 10 mq con annessa un’appendice (qualcosa che somiglia ad un ingresso laterale) di circa 3mq. Nel locale più grande vi è l’accettazione, nel più piccolo si effettuano i tamponi. Ebbene, tutto viene svolto in assoluta promiscuità. Al momento in cui ho fatto il tampone, le due code (accettazione e tampone) insistevano nel medesimo spazio per un totale di circa 7 persone (altre 10 circa attendevano di entrare). In entrambi i locali non ho rilevato finestre e comunque non erano aperte”.

E poi ha aggiunto:

“Gli utenti avevano motivazioni diverse (era possibile sentire tutto dall’accettazione). Alcuni dei presenti dichiaravano la loro positività (per il tampone di controllo), altri la presenza di sintomi compatibili con il covid-19. Essi erano in coda tranquillamente insieme agli altri. A me è parso chiaramente che gli spazi destinati ai tamponi, l’impossibilità fisica di gestire gli accessi in spazi così limitati e lo spazietto chiuso ove si effettuano fisicamente i tamponi medesimi, siano punti critici rispetto a quanto dovrebbe essere fatto. Sono molto preoccupato per questo tipo di organizzazione perché vedo falle che non consentirebbero di affrontare la diffusione dei contagi a Verona con efficacia e tempestività. Le conseguenza di questa organizzazione potrebbe essere molto pericolosa, a partire da chi si aggrava per arrivare all’impossibilità di tracciare i contatti del positivo asintomatico che per almeno tre giorni va in giro normalmente“.

Concludendo:

“Serve personale? Mancano i reagenti? Non ci sono spazi diversi? Sono troppi i tamponi? Insomma, qual è il problema che va affrontato e risolto? Non si può mettere su un’opportunità del genere e poi fallire il risultato. In questo modo si fa solo propaganda e non si risolve alcunché. Vorrei sentire parlare di questo durante le tante conferenze stampa dove vengono fornite solo informazioni che non attengono alla realtà dei fatti che quotidianamente vivono i veronesi quando si recano in quel centro”.

Solo un guasto…

In merito alla nota del senatore Vincenzo D’Arienzo sul punto tamponi per la rilevazione del Covid-19 allestito presso il Centro Polifunzionale di Marzana, l’Azienda ULSS 9 Scaligera sottolinea che il tempo medio di refertazione dei tamponi molecolari, che vengono eseguiti per conferma di quelli rapidi su indicazione ministeriale in quanto più precisi, è da sempre di 48-72 ore.

Un problema tecnico verificatosi a inizio settimana a un macchinario del laboratorio di Villafranca, dove vengono analizzati anche i tamponi di Marzana, ha comportato alcuni ritardi. Il problema è già stato risolto negli scorsi giorni e i tempi di refertazione sono nella norma. Non risulta altresì vero che il punto tamponi allestito presso la Fiera di Verona abbia mai chiuso prima dell’orario di chiusura delle 19.

Nessun rischio

L’Ulss 9 Scaligera ha sottolineato infine come non vi sia alcun rischio di contagio legato all’attesa del referto del tampone molecolare, in quanto chi lo esegue deve rispettare la quarantena fino alla comunicazione dell’esito. Il tampone molecolare infatti si effettua normalmente dopo un tampone rapido con esito positivo, subito dopo la rilevata positività presso gli stessi punti tampone oppure su indicazione del proprio medico di medicina generale. Lo stesso medico prescrive le cure più adeguate ai propri assistiti in base alla sintomatologia. Non è quindi vero che in attesa dell’esito non si possano assumere medicinali per curare i sintomi da Covid-19.

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