Tre responsabili

Trovata la banda delle rapine in gioielleria a Brescia, i due casi paralleli a quelli di Venezia e Verona

Individuati tre responsabili dei colpi messi in atto il 10 gennaio e il 23 febbraio 2024

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Individuati i presunti responsabili delle rapine in gioielleria a Brescia

Brescia in Lombardia, Verona e Macron (Venezia) negli scorsi mesi di gennaio e febbraio sono state teatro di alcune terrificanti rapine in gioiellerie. Ma mentre per i fatti avvenuti in Veneto le forze dell'Ordine sono ancora sulle tracce dei malviventi, nel Bresciano la situazione sembra aver raggiunto una sua soluzione. Come raccontato da Prima Brescia, infatti, i Carabinieri hanno eseguito un decreto di fermo a carico di tre cittadini ritenuti presunti responsabili, in concorso tra loro, delle rapine commesse il 10 gennaio e il 23 febbraio 2024.

Due rapine in Veneto ai negozi di "Gioielli di Valenza"

Prima di addentrarci nei dettagli dell'indagine dei Carabinieri di Brescia, ripercorriamo a ritroso i recenti eventi avvenuti nella nostra regione. L'ultimo caso, in ordine di tempo, ha riguardato proprio la provincia di Verona.

Nel pomeriggio di martedì 20 febbraio 2024, infatti, due banditi dal volto coperto hanno preso d’assalto il negozio “Gioielli di Valenza” - facente parte della stessa catena della precedente rapina veneziana - che si trova all'interno del Centro Commerciale La Grande Mela di Lugagnano.

Il negozio si trova al piano superiore, quando attorno alle ore 16 circa due banditi coperti da un casco integrale – uno di colore bianco, l’altro nero e rosso – hanno fatto irruzione nella gioielleria.

L’assalto è durato meno di un minuto sembrato però eterno per i clienti e i commessi terrorizzati dalle intimidazioni dei ladri che chiedevano a tutti di stare fermi e in silenzio.

In pochi secondi hanno infranto i vetri degli espositori contenenti i gioielli, arraffando in fretta e furia tutto ciò che capitava loro sotto mano. Poi sono scappati, forse dall’uscita d’emergenza, fuggendo poi a bordo di una motocicletta.

Poco meno di due settimane prima, invece, a Macron, in provincia di Venezia, si è verificata una rapina a un altro negozio della catena "Gioielli di Valenza", ma dalla dinamica sicuramente più grave. Nel tardo pomeriggio di mercoledì 8 febbraio 2024, infatti, nel centro commerciale Valecenter un gruppo si cinque o sei persone a volto coperto è entrato violentemente nella gioielleria prendendo come ostaggi due dipendenti del negozio.

Tutto è accaduto in pochi minuti attorno alle 19, momento in cui il centro commerciale era ancora aperto e affollato da famiglie con figli al seguito.

Un testimone ha commentato che i ladri hanno cominciato a urlare che si trattava di una rapina, esortandoli ad andarsene. A quel punto, una folla di clienti terrorizzati si è lanciata verso la prima uscita dell’ipermercato per mettersi in salvo tra le urla e i genitori che cercavano di proteggere i propri bambini.

All’interno del negozio erano presenti due commesse che impietrite sono rimaste in balia del commando, per cui una è stata presa in ostaggio e portata all’esterno, mentre all’altra dipendete è stata ordinato di svuotare le vetrinette dei preziosi gioielli e di riporli in alcuni sacchi.

Commessa presa in ostaggio a Macron

I momenti di più sgomento sono stati quelli della fuga, in cui i banditi per garantirsi il via libera hanno cercato di trascinare la ragazza con loro, la quale ha cercato in ogni modo di divincolarsi, piangendo e supplicando di lasciarla andare.

Così, la banda si è fiondata sull’altra dipendente prendendo questa in ostaggio fino all’uscita del centro commerciale dove ad attenderli c’era una Fiat Panda di colore rosso con a bordo un complice, pronto col piede sull’acceleratore.

Fortunatamente, nonostante il panico e la paura per la propria vita, le due ragazze ne sono uscite illese. Scattato poi l’allarme del centro commerciale, i Carabinieri sono giunti sul posto con già in pugno le armi. La Fiat Panda rossa è stata ritrovata abbandonata poco distante dal luogo della rapina. L’ammontare del bottino non è ancora stato quantificato, ma si ipotizza una somma di centinaia di migliaia di euro.

Arrestata la banda delle rapine in gioielleria a Brescia

Rispetto a quanto accaduto in Veneto, a Brescia le indagini dei Carabinieri sono riusciti a risalire all'identità dei tre presunti responsabili che hanno messo in atto due rapine il 10 gennaio 2024 al compro oro "Oro in Euro" in via Orzinuovi e il 23 febbraio 2024 alla gioielleria "I Gioielli di Rossana" in via X Giornate.

Oltre al fermo emesso dalla Procura, i militari dell'Arma e il personale della Polizia di Stato appartenente alla Questura di Brescia hanno eseguito perquisizioni personali e locali disposte dall'autorità giudiziaria nei confronti di altre sette persone, italiane e straniere, tutte residenti in provincia di Brescia, poiché indagate a vario titolo nel medesimo procedimento penale.

Operazione dei Carabinieri di Brescia e del personale di Polizia di Stato

Le indagini messe in atto all’indomani della rapina perpetrata il 23 febbraio 2024 hanno permesso di:

  • individuare un sodalizio criminale dedito alla commissione di rapine in danno di gioiellerie e compro-oro di Brescia;
  • identificare i presunti appartenenti al sodalizio criminale nei tre odierni fermati, i quali per la commissione delle rapine si sarebbero avvalsi di una donna, indagata per concorso in rapina, che, fingendosi una cliente, avrebbe preceduto i rapinatori e all’atto di uscire dai negozi avrebbe mantenuto aperta la porta blindata per consentire loro di irrompere all’interno travisati e armati di una pistola;
  • risalire alla filiera utilizzata per la ricettazione della refurtiva, individuando i soggetti che avrebbero svolto attività di intermediazione per la compravendita del provento delle rapine, sottoposti anch’essi a perquisizione domiciliare in quanto indagati nel medesimo procedimento per ricettazione;
  • recuperare e sottoporre a sequestro parte della refurtiva, che sarà restituita agli aventi diritto, ed in particolare: due orologi rolex, provento della rapina del 23 febbraio; monili in oro di elevato valore commerciale, provento della rapina del 10 gennaio.

I fermati sono stati tradotti in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. La responsabilità penale degli indagati sarà accertata solo all’esito del giudizio con sentenza penale irrevocabile.

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