Cronaca
Emergenza Covid-19

Veneto, perse 40mila posizioni di lavoro dipendente, CGIL Verona: "Assicurarsi che nessuno resti indietro"

Il sindacato ha attivato tutti gli accordi necessari affinché le risorse arrivino ai lavoratori

Veneto, perse 40mila posizioni di lavoro dipendente, CGIL Verona: "Assicurarsi che nessuno resti indietro"
Cronaca Verona Città, 09 Aprile 2020 ore 11:48

Nel periodo compreso tra il 23 febbraio e il 5 aprile 2020, nello specifico un mese e mezzo dall'inizio dell'emergenza Covid-19 in Italia, tra mancate assunzioni ed effettiva diminuzione dei posti di lavoro si è registrata in Veneto una perdita di circa 35-40 mila posizioni di lavoro dipendente, che corrispondono all'1,5-2% dell'occupazione dipendente.

Dati allarmanti sul lavoro in Veneto

Sono questi i dati aggiornati di Veneto Lavoro riguardo l'impatto della crisi sanitaria sulle dinamiche dell'occupazione regionale. La flessione ha comportato l'avvio di una fase fortemente negativa, in un contesto che già dall'autunno del 2019 e in questo inizio di 2020 aveva mostrato evidenti segnali di rallentamento della crescita occupazionale. Nella dinamica negativa post 22 febbraio risultano coinvolte tutte le tipologie contrattuali dipendenti: la differenza con il saldo del corrispondente periodo 2019 è pari a -6.900 per i contratti a tempo indeterminato, -3mila per l'apprendistato, -30mila per i contratti a termine (che includono anche i rapporti di lavoro stagionali per i quali le assunzioni sono diminuite del -64%). La contrazione delle assunzioni a tempo indeterminato è risultata maggiore nei settori catalogati dal Governo come "non essenziali" (-66%) rispetto a quelli "essenziali" (-45%). Per quanto concerne i contratti a tempo determinato, le assunzioni risultano in caduta sia per i settori "essenziali" che per gli altri, soprattutto il turismo.

Inevitabile crollo del turismo

Il comparto delle attività turistiche e commerciali appare senza dubbio tra quelli che maggiormente scontano e sconteranno gli effetti della pandemia e con l'esordio della crisi Covid-19 ha visto crollare la domanda di lavoro, lasciando sul terreno circa 20.000 posizioni di lavoro. A partire da aprile sconterà inoltre l'usuale avvio della domanda stagionale che contraddistingue la primavera e l'inizio dell'estate. In particolare difficoltà anche il tessile-abbigliamento,  legno-mobilio, produzioni in metallo, attività professionali ed editoria. Ma è l'intero tessuto produttivo che risulta in sofferenza, con riduzioni medie di oltre il 50% rispetto allo stesso periodo del 2019. Agricoltura, industria alimentare, sanità-servizi sociali, industria farmaceutica, chimica-plastica, servizi informatici e vigilanza sono tra i pochi comparti che riescono a contenere la flessione delle assunzioni, con perdite attorno al -20%.

CGIL Verona: "Situazione critica"

I dati diffusi da Veneto Lavoro in merito al crollo delle assunzioni in Veneto riflettono la realtà con cui ci confrontiamo anche nel veronese: tanti contratti a termine che non vengono rinnovati, tanti contratti di apprendistato che non vengono attivati perché le aziende si muovono con la massima circospezione, brusca frenata del lavoro somministrato. Stefano Facci, Segretario Generale Cgil Verona ha affermato:

"Una situazione critica e per molti versi inedita, che tutti siamo chiamati ad affrontare con il massimo equilibrio e i piedi ben piantanti per terra: sarà la scienza dirci quando e come riaprire le porte al rilancio. Nel frattempo occorre fare di tutto perché nessuno resti indietro. Se la coperta degli ammortizzatori che il Governo ha stanziato, anche per le imprese, è troppo corta e rischia di lasciare qualcuno esposto alla crisi, è dovere delle Istituzioni denunciarlo e intervenire. Come Sindacato abbiamo attivato tutti gli accordi necessari affinché le risorse arrivino ai lavoratori e stiamo intervenendo su categorie inizialmente dimenticate come i lavoratori stagionali e quelli dello spettacolo. In questo momento difficile è necessario che ciascuno faccia la propria parte nel rispetto delle proprie competenze. Se è vero che una crisi inedita richiede soluzioni inedite, quelle buone restano sempre fondate sull’equilibrio".

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