Verona

Il Requiem di Mozart all’Arena sarà dedicato alle vittime della pandemia di Verona e Provincia

Si tratta della prima esecuzione dell’estremo capolavoro di Mozart tra le pietre millenarie dell’anfiteatro che ha già visto il tutto esaurito.

Il Requiem di Mozart all’Arena sarà dedicato alle vittime della pandemia di Verona e Provincia
Verona Città, 29 Luglio 2020 ore 13:32

Un appuntamento unico e imperdibile.

Già tutto sold out

L’Arena di Verona si appresta ad accogliere un’esibizione unica nel suo genere, venerdì 31 luglio 2020 alle 21.30 con il Requiem di Mozart diretto da Marco Armiliato. Sarà proprio lui il concertatore del Requiem dedicato alle vittime della pandemia di tutta Italia ma nello specifico della Provincia di Verona e della città scaligera. Si tratta della prima esecuzione dell’estremo capolavoro di Mozart tra le pietre millenarie dell’anfiteatro che ha già visto il tutto esaurito.

Un quartetto vocale eccezionale

Per l’occasione, all’orchestra e al coro diretto da Vito Lombardi, si unirà il quartetto vocale di eccezionale livello composto dal soprano Vittoria Yeo, il mezzosoprano Sonia Ganassi, il tenore Saimir Pirgu e il basso Alex Esposito. Saranno inoltre presenti numerosi sindaci provenienti dalla Provincia di Verona ma anche da tutta Italia, che hanno accettato l’invito del primo cittadino di Verona, Federico Sboarina. Per permettere alle famiglie colpite dal lutto della pandemia di presenziare alla serata, è stato creato l’indirizzo email mozartrequiem@arenadiverona.it dove hanno potuto farne richiesta.

Un omaggio anche a Mozart

La serata di venerdì 31 luglio 2020 è stata presentata oggi, mercoledì 29 luglio 2020 all’Arena e il sovrintendente e direttore artistico di Fondazione Arena, Cecilia Gasdia ha affermato:

“Non è mai stato dato all’Arena il Requiem di Mozart, abbiamo già superato gli sbarramenti della vendita e di questo sono molto felice, se avessimo avuto i 10mila posti li avremmo riempiti tutti. In questa serata vogliamo rendere onore al piccolo bambino che passò qui 250 anni fa. E’ un brano corto e per vari motivi non è mai stato proposto nella storia dell’Arena. Questa sarà forse un’occasione irripetibile, sarà l’occasione per ricordare le vittime della pandemia. Devo ringraziare il coro che, nonostante le nuove distanze imposte, è riuscito a trovare la giusta dimensione per proporre una serata unica”.

L’Arena sarà una grande chiesa

Gasdia ha poi concluso:

Come ha detto il vescovo Giuseppe Zenti, per una volta l’Arena sarà una grande chiesa per tutti. Mi ricordo che una volta Maurizio Arena disse che l’Arena di Verona è la grande chiesa della musica, il tempio dell’opera. Con questo Requiem noi vogliamo dare sollievo a tutti noi e ai famigliari che non hanno accompagnato i morti a un vero funerale. Sarà una serata di cordgolio, speranza e sollievo, con una musica celestiale.

La coralità, emblema della vicinanza

Il maestro del coro, Vito Lombardi ha affermato:

“Quello che abbiamo sperimentato nelle prove è che la coralità è l’emblema della vicinanza, essere coro vuol dire cantare vicini, con le stesse emozioni, pensate cosa significa per un coro cantare a distanza, è quasi l’opposizione della sua natura. Ogni artista si è trovato in una dimensione nuova, da sempre suo collega era vicino mentre ora ce l’ha distante, si sente solo. E’ una situazione anomala, il coro si è trovato a dover cercare il medesimo obiettivo ma con una posizione di partenza non ideale, immaginate l’impegno richiesto. Ho chiesto che questo Requiem venga cantato non pensando a un suono mortale ma a uno di speranza in segno del riposo e della pace che auguriamo ai defunti”.

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