Torretta

Rifiuti di plastica nel Canalbianco, Bigon (PD): "Urgente bonificare l’area"

Il Canalbianco, all’altezza della chiusa di Torretta, sta diventando una discarica con l’accumulo di rifiuti di plastica, sacchetti vari che galleggiano sull’acqua.

Rifiuti di plastica nel Canalbianco, Bigon (PD): "Urgente bonificare l’area"
Attualità Legnago e bassa, 15 Giugno 2021 ore 10:32

Sollecitazioni per bonificare l'area all’altezza della chiusa di Torretta che sta diventando una discarica con l’accumulo di rifiuti di plastica.

Rifiuti di plastica nel Canalbianco

I consiglieri regionali del Partito Democratico Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon hanno presentato un’interrogazione all’assessore all’Ambiente per sollecitare la bonifica dell’area all’altezza della chiusa di Torretta dove si stanno accumulando numerosi rifiuti. Bigon ha affermato:

“Il Canalbianco, all’altezza della chiusa di Torretta, sta diventando una discarica con l’accumulo di rifiuti di plastica, sacchetti vari che galleggiano sull’acqua in mezzo ad alghe putrescenti e ramaglie marce e un odore nauseabondo a causa del caldo, senza che nessuno intervenga per pulire. Il rimpallo di competenze tra Sistemi Territoriali e Comune di Legnago non è più accettabile, anche perché la situazione continua a peggiorare nonostante sia ben nota”.

Intervento decisivo

Bigon e Zanoni hanno sottolineato:

“Da anni versa in uno stato pietoso e il soggetto gestore della chiusa è una società partecipata dalla Regione, che non può restare indifferente. Oltretutto per ben due volte l’associazione Scelta Etica, dopo essersi rivolta inutilmente sia al Comune di Legnago che a Sistemi Territoriali, ha segnalato il caso all’assessore all’Ambiente: la prima nell’aprile 2019 allegando fotografie e citazioni normative; la seconda due mesi fa dimostrando che le operazioni sono sempre ferme e chiedendo un intervento finalmente decisivo, che sciogliesse i dubbi sulle competenze nella gestione dei rifiuti e permettesse di avviare la bonifica E' una latitanza colpevole perché la stessa associazione si è offerta di provare a ripulire quel tratto di fiume con i suoi volontari, ma non ha ottenuto le necessarie autorizzazioni: il problema è quindi ben noto a tutti, perché nessuno si degna di risolverlo?”.

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