Verona

Bigon (PD): “Agghiacciante a Borgo Trento si muore nei corridoi perché non c’è più spazio”

Zanoni: "La Regione deve intervenire, Zaia non può dare sempre la colpa al Governo".

Bigon (PD): “Agghiacciante a Borgo Trento si muore nei corridoi perché non c’è più spazio”
Cronaca Verona Città, 15 Dicembre 2020 ore 10:02

L’agghiacciante denuncia di un lavoratore dell’ospedale di Borgo Trento: le persone muoiono in corridorio perché non c’è più spazio.

La denuncia di un lavoratore

Gli ospedali sono pieni e sotto forte stress. Ad annunciarlo era stato il direttore generale dell’Ulss9 Scaligera, Pietro Girardi,  durante la conferenza stampa di ieri. Ora arriva la testimonianza agghiacciante di un operatore dell’ospedale di Borgo Trento dove spiega che, a causa della mancanza di spazio, i pazienti muoiono nei corridoi. A renderlo noto è Anna Maria Bigon, consigliere del Partito Democratico a Palazzo Ferro Fini, dove è anche vicepresidente della commissione Sanità, assieme al collega di gruppo Andrea Zanoni, dopo aver ascoltato la testimonianza di un lavoratore del Pronto soccorso del nosocomio scaligero. Bigon:

A Borgo Trento si muore nei corridoi perché non c’è più spazio. La denuncia di un lavoratore dell’ospedale veronese è agghiacciante, va oltre ogni immaginazione e non può essere tollerato. La Regione deve intervenire, Zaia non può dare sempre la colpa al Governo”.

La situazione nelle strutture

Bigon e Zanoni spiegano:

“In provincia di Verona le strutture sono stipate all’inverosimile. A Legnago ci sono 49 pazienti attualmente in Pronto soccorso di cui 20 con patologia Covid in cura mentre attendono di trovare il posto letto, rispettivamente 32 e 16 nella stessa situazione a San Bonifacio, mentre a Villafranca, dove ci sono 18 pazienti in terapia intensiva e altri 100 ricoverati, sono 19 gli affetti da Coronavirus che aspettano in Pronto soccorso. Mancano spazi e soprattutto personale, tanto che si parla di una riduzione del 30% dei servizi sanitari, un’enormità. A fronte di un quadro così grave, Zaia dovrebbe assumersi le proprie responsabilità anziché limitarsi a criticare i cittadini per gli assembramenti o il Governo sulle restrizioni, troppo forti o troppo blande a seconda del giorno. In questa seconda ondata della pandemia il piano da lui presentato ha fallito, abbia la decenza di ammetterlo”.

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