Serve chiarezza

Bigon, Zottis e Zanoni (PD): “Attività chirurgica non urgente sospesa, servono indicazioni chiare”

Si torna a parlare dello stop all’attività chirurgica programmata per recuperare personale da destinare all’assistenza dei pazienti affetti da Covid 19.

Bigon, Zottis e Zanoni (PD): “Attività chirurgica non urgente sospesa, servono indicazioni chiare”
Verona Città, 19 Novembre 2020 ore 16:22

Serve chiarezza.

Disposizioni univoche

La vicepresidente della commissione Sanità a Palazzo Ferro Fini, la consigliera del PD, Anna Maria Bigon, insieme ai colleghi Francesca Zottis e Andrea Zanoni ha posto domande specifiche tramite un’interrogazione sulla circolare della Regione indirizzata a tutte le Ulss sullo stop all’attività chirurgica programmata (fatta eccezione per le prestazioni oncologiche) e a quella ambulatoriale (ad eccezione delle prestazioni con priorità ‘U’ e ‘B’), per recuperare personale da destinare all’assistenza dei pazienti affetti da Covid 19.

“Se l’attività chirurgica non urgente dev’essere sospesa, è bene sia fatta chiarezza: venga stilata una lista di priorità, con disposizioni univoche, in modo che non ci siano lunghe attese per alcune patologie, non accollare ulteriori responsabilità al personale medico ed evitare che si ripetano le criticità della prima fase dell’emergenza”.

Tempi di attesa lunghi

Bigon, Zottis e Zanonipuntualizzano:

“La Regione intervenga per dare linee di priorità all’interno delle attività non sospese. Adesso abbiamo un piano di indirizzi troppo generico, che non è un aiuto concreto per le direzioni aziendali e soprattutto per i professionisti in corsia e in ambulatorio, su cui rischia di ricadere la responsabilità delle scelte. È un ulteriore carico di cui non hanno bisogno. Per questo crediamo sia utile fornire alle Ulss delle disposizioni inequivocabili, con una lista delle priorità da far redigere a un apposito Comitato etico regionale. Dobbiamo evitare quanto accaduto la scorsa primavera con malati oncologici che necessitavano di posti letto nelle terapie intensive, ma reparti e relativo personale erano stati destinati esclusivamente ai pazienti Covid; in alcune strutture della provincia di Verona i tempi di attesa per accedere alle necessarie cure arrivavano addirittura a 70 giorni! Ma ci sono anche attività programmate di altri reparti, come la Cardiochirurgia, che non possono essere interrotte. Purtroppo a distanza di mesi si sta presentando una situazione analoga, senza che la Regione sia riuscita a trovare una soluzione adeguata”.

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