Zevio

Discarica Ca’ Bianca, Bigon (PD): “No a riapertura e ampliamento: salute e ambiente prima del profitto”

Discarica Ca’ Bianca, Bigon (PD): “No a riapertura e ampliamento: salute e ambiente prima del profitto”
Legnago e bassa, 17 Novembre 2020 ore 11:37

La richiesta di riaprire l’impianto.

Progetto pericoloso

La società che gestisce l’impianto di Zevio ha chiesto alla Regione di poterlo riaprire, conferendo altri 300mila metri cubi di rifiuti. Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Partito Democratico a tal proposito ha affermato:

“Sulla discarica di Ca’ Bianca il Consiglio di Stato si era già espresso e speravamo che il ‘no’ all’ampliamento in cambio della bonifica di Cava Bastiello potesse mettere una pietra tombale su un progetto pericoloso l’ambiente e la salute. Invece la proprietà è tornata alla carica. Sono a fianco delle comunità di San Giovanni in Lupatoto, Oppeano e Bovolone: una grande discarica così vicina a un grosso centro abitato, non può starci. La sentenza aveva bocciato l’unificazione della Valutazione di impatto ambientale per due progetti (ampliamento e bonifica) diversi tra loro e su aree geografiche significativamente distanti, circa 14 chilometri in linea d’aria, senza però esprimersi sulla questione ambientale”.

Serve chiarezza

Se l progetto venisse approvato e quindi realizzato, si potrà dare il via alla “creare” di una vera e propria montagna di rifiuti. Bigon ha aggiunto:

“Visto che adesso si appellano a una modifica della legge regionale per avere il via libera, presenterò a breve un’interrogazione alla Giunta Zaia, affinché faccia chiarezza sul futuro della discarica. Se il progetto venisse realizzato, avremmo una montagna di rifiuti alta 23 metri, ma il problema maggiore riguarda il rischio di infiltrazioni e dunque inquinamento delle falde acquifere, utilizzate sia per irrigare sia come acqua potabile. Oltre alla riapertura di Ca’ Bianca, deve essere respinta anche la richiesta della proprietà di poter inertizzare i rifiuti, smaltendoli poi in altre discariche, attività comunque dannosa per la qualità dell’aria, a cui va aggiunto l’inquinamento da traffico pesante per trasportare i materiali. Mi auguro che la Regione tenga finalmente conto della volontà dei cittadini e dei loro rappresentanti, oltre che della sentenza del Consiglio di Stato: la salute viene prima del profitto”.

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