La sentenza

Omicidio Carol Maltesi, la Cassazione annulla l’ergastolo per Davide Fontana

Disposto un nuovo processo d’appello per il 46enne reo confesso, nodo sulla premeditazione

Omicidio Carol Maltesi, la Cassazione annulla l’ergastolo per Davide Fontana

La Corte di Cassazione ha annullato per la seconda volta la condanna all’ergastolo nei confronti di Davide Fontana, reo confesso del femminicidio della onlyfanser Carol Maltesi. La decisione, depositata il 10 febbraio 2026, dispone un nuovo processo di appello limitatamente all’aggravante della premeditazione.

Femminicidio Carol Maltesi

Maltesi e Fontana

Il delitto risale all’11 gennaio 2022 a Rescaldina. La 26enne fu colpita con 13 martellate e una coltellata mentre si trovava legata e imbavagliata. Secondo quanto accertato nei processi, i due stavano registrando un video destinato alla piattaforma OnlyFans, commissionato da un cliente tramite un profilo social creato dallo stesso imputato.

Carol, madre di un figlio piccolo (rimasto col padre a Verona), lavorava come commessa in un negozio di profumi, poi si era avvicinata al mondo del porno a pagamento attraverso il sito ‘Onlyfans’ col nome ‘Charlotte Angie’.

Carol Maltesi e il figlio

Dopo l’omicidio, Fontana acquistò un’accetta e un seghetto e fece a pezzi il corpo in 23 parti, tentando anche di eliminare i tatuaggi per ostacolare l’identificazione. Il cadavere venne congelato in un freezer comprato online, chiuso in sacchi neri e successivamente abbandonato in un dirupo in località Paline di Borno, in provincia di Brescia. Il corpo fu ritrovato il 29 marzo 2022.

Le sentenze di primo e secondo grado

Maltesi e Fontana

In primo grado, il 12 giugno 2023, la Corte d’assise di Busto Arsizio condannò il 46enne a 30 anni di reclusione per omicidio, soppressione e occultamento di cadavere, escludendo le aggravanti più gravi, tra cui la premeditazione, ritenendo non provata una pianificazione strutturata del delitto.

In appello la pena fu elevata all’ergastolo con il riconoscimento della premeditazione. Anche il secondo giudizio di secondo grado confermò il carcere a vita.

La Cassazione annulla l’ergastolo: il nodo della premeditazione

Maltesi e Fontana

La Cassazione ha ritenuto non adeguatamente motivato il riconoscimento dell’aggravante della premeditazione, limitando l’annullamento a questo aspetto.

Questa la motivazione dei giudici della Corte d’Assise di Busto Arsizio, che nel luglio 2023 rigettarono la prima istanza di richiesta per l’ergastolo:

“Fontana si è reso conto che la giovane e disinibita Carol Maltesi si era in qualche misura servita di lui per meglio cercare i propri interessi personali e professionali, e ciò ha scatenato l’azione omicida”. E ciò, insieme alla “consapevolezza di aver perso la donna amata, accompagnata dal senso di crescente frustrazione per essere stato da lei usato e messo da parte”, ne aveva scatenato la furia omicida”.

Si aprirà ora quindi un terzo processo d’appello, chiamato a rivalutare esclusivamente la sussistenza o meno della premeditazione. L’esito sarà determinante per stabilire se la condanna resterà a 30 anni o tornerà all’ergastolo.