Verona

Batterio killer: a Borgo Trento c’è ancora un bambino infetto

La Paglia (PD): "Perché le madri non sono state avvisate? Ci sono stati 3 decessi fra il 2018 e il 2020: grave non chiudere prima."

Batterio killer: a Borgo Trento c’è ancora un bambino infetto
Verona Città, 02 Luglio 2020 ore 16:24

Proseguono le tensioni attorno alla vicenda del Citrobacter a Verona.

Il punto durante la commissione regionale

La Quinta commissione consiliare regionale, che si occupa di tematiche sanitarie, si è riunita ieri, mercoledì 2 luglio 2020 alle 10.30 e, al punto 4 dell’ordine del giorno c’era l’aggiornamento in merito alla situazione dell’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento. Si è parlato quindi sulla situazione dei contagi attuali.

L’indignazione

Anna Maria Bigon, consigliere regionale del Veneto del Partito Democratico per Verona, a tal proposito ha reso noto:

Da ben 18 giorni Borgo Trento e la città di Verona sono senza una vera terapia intensiva pediatrica. Sul Citrobacter serve una commissione consiliare d’inchiesta. Sono molto preoccupata per questa chiusura prolungata: 18 giorni sono tanti, ma saranno destinati ad aumentare. Sto già ricevendo segnalazioni di mamme con un parto complicato o di bambini in fase post operatoria che devono rivolgersi a strutture ospedaliere fuori provincia, andando a Vicenza o a Padova. Non è ammissibile. L’ospedale di Borgo Trento è il punto nascite più grande del Veneto. La Regione deve intervenire con il massimo rigore, dando risposte risolutive e riportando in sicurezza la struttura”.

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Dati in peggioramento

Dopo che lo stesso Governatore aveva reso noto la delicata situazione all’ospedale della donna e del bambino, dove era emerso che il primo caso è stato registrato a novembre 2018, poi si era parlato di altri casi nel 2019 a marzo. Sulla vicenda, Elisa La Paglia, consigliere comunale del Partito Democratico a Verona ha spiegato:

Citrobacter: i dati peggiorano. Ieri in commissione regionale l’assessore Lazzarin ha comunicato i casi e fanno davvero arrabbiare. Perché le madri non sono state avvisate? Ci sono stati 3 decessi fra il 2018 e il 2020: grave non chiudere prima. Oltre ai contagi di Novembre 2018 e Aprile e Giugno 2019 ci sono stati altri 3 contagi tra Gennaio e Febbraio 2020. Le bonifiche effettuate non sono state efficaci tanto è vero che il 12 giugno 2020 in Terapia Intensiva Neonatale c’erano 12 casi contemporaneamente positivi di cui 11 colonizzati asintomatici e un neonato colpito”.

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Il consiglio alle future mamme

La Paglia ha proseguito:

“Ho ricevuto molte segnalazioni sul peggioramento dei servizi a Verona, dal numero di ostetriche per gestanti che è diminuito per pensionamenti non compensati, ai turnover del personale e ai ruoli degli specializzandi. Da 20 giorni il reparto di maternità di Borgo Trento è chiuso e lo resterà almeno per 1 mese. La più vicina neonatologia è a Vicenza. Alle future mamme voglio dire una cosa importante: ci sono 4 ospedali nella nostra provincia riconosciuti come ‘Ospedali amici dei bambini e bambine’, è una certificazione rilasciata da UNICEF, su parametri importanti e monitorati, gli ospedali sono: Fracastoro di San Bonifacio, Orlandi Bussolengo, ora quell’ottimo reparto è a Villafranca, Mater Salutis di Legnago, Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar”

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