Verona

Premialità negate per gli infermieri della terapia intensiva, presidio davanti all’ospedale Borgo Trento

Uil Fpl Verona vicino ai 63 infermieri che si sentono "di serie b".

Premialità negate per gli infermieri della terapia intensiva, presidio davanti all’ospedale Borgo Trento
Verona Città, 18 Novembre 2020 ore 11:28

Si chiede rispetto.

Il presidio

Gli infermieri della terapia intensiva neurochirurgica AOUI di Verona, fin da subito in prima linea nell’emergenza Coronavirus, si sono sentiti colpiti nella dignità per esser stati esclusi dai premi previsti dalla Regione per tutti coloro che in primavera hanno lavorato in prima linea per combattere il Covid-19. Nella giornata di martedì 17 novembre 2020, nel piazzale Aristide Stefani, di fronte all’ospedale di Borgo Trento una rappresentanza del personale infermieristico dell’Azienda ospedaliera di Verona ha voluto manifestare. Un presidio organizzato dal sindacato Uil Fpl Verona e svoltasi nel rispetto delle regole.

Rivedere i criteri di distribuzione

Moltissime le ore di lavoro, in un contesto difficile e anche ad alto rischio. Gli infermieri della terapia intensiva neurochirurgica AOUI di Verona chiedono rispetto e spiegano:

Noi chiediamo che vengano rivisti i criteri di distribuzione dei premi, ci sentiamo colpiti nella dignità. Svogliamo un lavoro difficile, pericoloso, di alta professionalità e che ricordiamo viene fatto in un periodo difficile come questo del Coronavirus dove siamo attivi in piena emergenza. E’ un lavoro ad alto rischio, di tensione e di forte stress. Ognuno di noi è distrutto a livello psicologico e abbiamo anche degli attacchi di panico, qualcuno di noi non riesce nemmeno a dormire la notte”.

Non sono di serie b

Il sindacato Uil Fpl Verona precisa:

“Dicono di sentirsi infermieri di serie b perché non sono rientrati nel progetto riconosciuto dalla rRegione in favore dei dipendenti che hanno agito nel momento di emergenza pandemica, stiamo parlando in questo caso della prima ondata. Sono stati inseriti nel progetto come attività secondaria, nello specifico stiamo parlando di 63 infermieri che poi, durante l’emergenza sono aumentati”.

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